Russia: secondo treno merci deragliato nella regione di Bryansk. Shoigu: "Servono più missili"

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Secondo treno merci deragliato in due giorni nella regione russa di confine di Bryansk: attacco ucraino o auto-sabotaggio russo? E il ministro della Difesa, Sergei Shoigu, ammette: "Dobbiamo raddoppiare la produzione bellica russa, servono più missili e più munizioni"

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Ancora un treno merci deragliato.

Per il secondo giorno consecutivo, martedì sera un'esplosione ha fatto deragliare un treno merci nella regione russa di Bryansk, al confine con l'Ucraina.

Come nel primo incidente, anche la seconda esplosione - causata stavolta non da un ordigno, ma da una manomissione del trasporto ferroviario - ha mandato fuori dai binari sia le locomotive che alcuni vagoni del treno. Non sono state segnalate vittime.

È accaduto nella regione di confine di Bryansk, dove già si sono verificati diversi atti di sospetto sabotaggio da parte russa, poi attribuiti agli attivisti filo-ucraini.

Preparativi per la controffensiva

Nel 422° giorno di guerra, le tensioni nell'area di confine stanno aumentando, proprio mentre l'Ucraina sta completando i piani per la sua controffensiva militare.

I vertici dell'esercito ucraino, tra le altre cose, hanno promesso di non abbandonare Bakhmut e di volerla difendere allo stremo.

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Un drone "governato" da un soldato ucraino.Telegram

Shoigu: "Servono più missili"

Il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, ha dichiarato, ad una riunione di alti funzionari militari, che le forze russe stanno infliggendo pesanti perdite all'Ucraina su tutta la linea del fronte.

Ma ha anche chiesto che la produzione di missili aumenti, di fatto confermando i dubbi - avanzati dall'intelligence britannica - sul potenziale bellico rimasto a disposizione dell'esercito di Mosca, dopo oltre un anno di attacchi. 

Nel frattempo, il Cremlino ha respinto le valutazioni del Pentagono - comunicate dal portavoce John Kirby - secondo le quali l'esercito russo avrebbe subito 20.000 vittime e 80.000 feriti gravi negli ultimi cinque mesi di guerra.

"Cifre buttate a casaccio", ha risposto il Cremlino.

A sua volta, Mosca ha replicato dicendo di aver eliminato, nel mese di aprile, 15.000 ucraini.

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