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Erdoğan in visita alle tendopoli di Hatay: "Ricostruiremo tutto"

Erdoğan in visita ad Hatay. (12.3.2023)
Erdoğan in visita ad Hatay. (12.3.2023) Diritti d'autore AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Cristiano TassinariEuronews
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Aiuti e ricostruzione in tempi rapidi: è quello che ha promesso il presidente turco Erdoğan in visita nelle zone colpite dal terremoto. Ma il suo governo resta nel mirino delle critiche. Per la Banca Mondiale, i danni ammontano a 35 miliardi di dollari

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Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan (69 anni) ha promesso di ricostruire le zone della  Turchia distrutte dal terremoto del 6 febbraio scorso.

Domenica, Erdoğan ha visitato le tendopoli nella provincia di Hatay, una delle più colpite dal sisma.

Centinaia di migliaia di persone in 11 province turche devono ancora trovare rifugio in tende o alloggi temporanei di fortuna. Chissà fino a quando. 

Erdoğan - che dovrà affrontare le elezioni del 14 maggio con questa "Spada di Damocle" sul collo - e la risposta tardiva e inefficace del suo governo al terremoto sono finiti nel mirino della critica, con l'accusa di non essere riusciti a preparare il Paese, peraltro soggetto a frequenti terremoti.

Le inchieste per accertare le responsabilità del crollo degli edificio vanno avanti. Finora 200 persone, soprattutto imprenditori, sono stati arrestati per illeciti immobiliari e costruzioni non anti-sismiche. 

Euronews
Hatay, una delle zone più colpite dal sisma.Euronews

Il bilancio delle vittime è ora salito a 48.000 nella sola Turchia, con almeno altre 6.000 in Siria. 
Le scosse di assestamento, di fatto, non sono mai finite.

Giovedi 16 marzo si terrà a Bruxelles una Conferenza internazionale dei donatori per raccogliere ulteriori fondi per aiutare a ricostruire le aree colpite, in Turchia e Siria.

La Banca mondiale ha stimato che il terremoto del 6 febbraio abbia provocato danni per circa 35 miliardi di dollari, mentre il "Turkish Business Journal" ha stimato il costo in quasi 45 miliardi di dollari.

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