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Il cimitero dei missili di Kharkiv, in Ucraina

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Il cimitero dei missili di Kharkiv, in Ucraina Diritti d'autore Euronews
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Gli ordigni caduti su Kharkiv, in Ucraina, sono stati raccolti e catalogati dalla procura locale

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La città di Kharkiv, nel nord-est dell'Ucraina, ha rappresentato uno degli epicentri dell'offensiva russa nel 2022. Alla fine, però, a prevalere sono state le forze ucraine. Situato a una quarantina di chilometri dal confine con la Russia, il centro urbano è però ancora regolarmente bombardato dall'esercito di Mosca.

La ricerca di prove di possibili crimini di guerra

Alla periferia della città, in un luogo tenuto segreto, Dmitro Chubenko, portavoce del procuratore di Kharkiv, apre le porte di quello che è stato battezzato il cimitero dei missili di Kharkiv. "Questo - spiega - è il frammento di una bomba a grappolo. Si tratta di ordigni costituiti da numerose cariche esplosive che si disperdono sul territorio, causando gravi ferite e in molti casi uccidendo".

Dall'inizio del conflitto, sono stati ammassati qui più di mille missili lanciati dall'esercito russo. Catalogati e ordinati per dimensione e forma, gli ordigni vengono analizzati con l'obiettivo di fornire prove su presunti crimini di guerra di cui potrebbero essersi macchiate le forze armate di Vladimir Putin.

"Uccisi oltre 1.500 civili a Kharkiv dall'inizio della guerra"

"I procuratori e i magistrati inquirenti - prosegue Chubenko - analizzano gli ordigni, con l'obiettivo di cercare di collegarli ai bombardamenti e all'ora in cui sono avvenuti. Ciò al fine di tentare di attribuire le responsabilità dei danni e delle uccisioni".

Ma quanti sono i civili che sono stati fino ad ora uccisi dai bombardamenti russi? "Più di 1.500 nella città e nella regione di Kharkiv. Ai quali si aggiungono 2.700 feriti - risponde il portavoce del procuratore locale -. Finora sono stati aperti più di seimila procedimenti penali per possibili violazioni della legge, con particolare riferimento all'articolo 438 del codice ucraino, che condanna i trattamenti disumani di prigionieri di guerra, le deportazioni di civili e l'uso di strumenti e mezzi bellici proibiti dalle regole internazionali.

Intanto, a Kharkiv non smettono di suonare le sirene degli allarmi aerei. La gente è sempre preparata all'arrivo di nuovi attacchi, ma il comando militare ucraino non si aspetta un'offensiva massiccia sulla città, per ora: per mancanza di risorse, dicono, da parte delle forze russe.

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