Le richiesta di Olaf Scholz a Pechino: "Non fornite armi alla Russia"

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz
Il cancelliere tedesco Olaf Scholz Diritti d'autore Markus Schreiber/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
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Di Michela Morsa
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In un discorso al Bundestag, il cancelliere tedesco ha ribadito il supporto morale ed economico della Germania all'Ucraina. Pessimismo sui negoziati: "Nulla suggerisce che Putin voglia trattare"

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"È deludente che all'ultimo G20 non ci sia stata una chiara condanna all'aggressione russa in Ucraina" da parte della Cina. Lo ha detto giovedì 2 marzo il cancelliere tedesco Olaf Scholz parlando al Bundestag a un anno dalla "svolta epocale" annunciata il 27 febbraio dell'anno scorso, quando la Germania si è impegnata a investire il 2% del Pil in Difesa, come previsto dall'accordo firmato nel 2014 dai leader Nato. "La promessa fatta il 27 febbraio del 2022 sul raggiungimento del 2% del Pil per gli investimenti sulla Difesa vale ancora oggi", ha chiarito Scholz. 

L'appello alla Cina

Il cancelliere ha ribadito il totale supporto morale ed economico della Germania all'Ucraina, ricordando anche il fondo speciale da 100 miliardi di euro creato in seguito all'invasione ad opera della Russia. In merito alla guerra si è poi rivolto a Pechino: "Il mio messaggio è chiaro: usate la vostra influenza su Mosca per far ritirare le truppe e non consegnate armi alla Russia", ha detto, tra gli applausi dei deputati.

Pessimismo sui negoziati

"Una domanda rimane: Putin è pronto a negoziare un ritorno a questi principi e a una pace giusta? Nulla - ha sottolineato Scholz - lo fa pensare, al momento. "Putin non è affatto pronto a parlare di pace. La Russia punta, ora come prima, su una vittoria militare. Ma questa vittoria non ci sarà. Anche perché noi e i nostri partner continueremo a sostenere l'Ucraina". 

Putin non è pronto a parlare di pace
Olaf Scholz

Scholz è poi volato a Washington per incontrare il presidente degli Stati Uniti Joe Biden. E ha aggiunto: "Ogni decisione ha lo scopo di assicurare che la NATO non diventi belligerante".

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