EventsEventiPodcasts
Loader

Find Us

PUBBLICITÀ

Visti europei, le reazioni a Mosca

frame
frame Diritti d'autore Кадр из видео EBU
Diritti d'autore Кадр из видео EBU
Di euronews
Pubblicato il
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto:Copy to clipboardCopied

Basso l'allarme per l'eventualità di un blocco: "Possiamo sviluppare il turismo interno"

PUBBLICITÀ

Le porte chiuse dell'Unione europea per i turisti russi preoccupano molto poco gli abitanti della capitale Mosca. Secondo un sondaggio, infatti, solo il 30 per cento della popolazione ha fatto una vacanza all'estero, e appena il 6 per cento ha fatto un viaggio fuori confine negli ultimi tre anni. La chiusura da parte di Bruxelles più che i movimenti reali della popolazione finisce per censurare le prospettive dei russi.

"Dovremo rimanere in Russia e viaggiare nei nostri resort russi. Non è una notizia molto felice", dice una moscovita. "Penso che non chiuderanno completamente le frontiere, chi vuole arrivare in Europa potrà farlo. Una situazione simile permetterebbe lo sviluppo del turismo nazionale in Russia. Pensando di starci facendo del male, in realtà ci stanno facendo del bene". "Se l'Europa smette di rilasciare i visti, ci sono molti altri posti da conoscere. Voglio andare in Indonesia e Thailandia. E poi esplorare l'Asia."

Il Cremlino bolla la restrizione dei visti spiegandola con una "sconsiderata russofobia", e minaccia di agire analogamente nei confronti dei cittadini occidentali diretti in Russia. Nei giorni scorsi il portavoce di Putin, Peskov, aveva detto che "Mosca non lascerà senza risposta una possibile sospensione dei visti turistici ai suoi cittadini da parte dell’Ue".

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

Russia, sequestro di guardie in un carcere a Rostov: uccisi detenuti dell'Isis da forze speciali

In Russia la riunione dei ministri degli Esteri Brics, Lavrov: in aumento ruolo globale del gruppo

Russia, in manette un francese accusato di non essersi dichiarato "agente straniero"