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Continuano i disagi negli aeroporti europei: voli cancellati e lunghe file all'imbarco

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Di Euronews
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Lunghe file negli aeroporti di tutta Europa per la mancanza di personale addetto ai bagagli
Lunghe file negli aeroporti di tutta Europa per la mancanza di personale addetto ai bagagli   -   Diritti d'autore  AP Photo

Per due anni è stato molto difficile, ma anche ora non sembra troppo agevole. Viaggiare in aereo di recente si sta trasformando in un'odissea in tutta Europa, tra ritardi, voli cancellati e lunghe file agli aeroporti. L'aumento improvviso dei passeggeri per la prima stagione estiva libera dalle restrizioni da Covid19 ha colto alla sprovvista sia le compagnie aeree che gli scali aeroportuali, tutti o quasi a corto di personale.

Mancano gli addetti ai bagagli

"Stiamo affrontando i problemi causati dalle società che gestiscono i servizi di terra, cioè che collaborano con le compagnie aeree per l'imbarco dei passeggeri e la gestione dei bagagli", dice a Euronews Katalin Valentínyi, direttrice della comunicazione dell'aeroporto di Budapest. "Sia in Ungheria, sia a livello internazionale c'è una grande carenza di manodopera, soprattutto di lavoratori che si occupino dei bagagli. E se non c'è nessuno che lo allestisce, l'aereo partirà in ritardo".

In alcuni aeroporti le partenze sono infatti aumentate del 1000% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma il settore conta a livello globale oltre due milioni in meno di lavoratori rispetto al 2019. Dopo i tagli e i licenziamenti di massa del periodo pandemico, le aziende del comparto pensavano di poter assumere in tempi rapidi per rispondere alla crescita della domanda, ma così non è stato.

E quelli che sono rimasti, spesso scioperano per chiedere chiedere aumenti salariali: un'ondata di agitazioni ha colpito molti scali europei in queste settimane, da Parigi a Barcellona.

Di fronte a queste difficoltà, diverse compagnie aeree stanno cancellando voli con posti già prenotati, anche se per i passeggeri difficilmente il rimborso del biglietto basterà a compensare il disagio di un viaggio mancato. Sono gli stessi aeroporti a chiedere loro di ridurre il numero di voli, o almeno di lasciare posti vuoti sugli aerei in modo che almeno i controlli di sicurezza possano essere effettuati più rapidamente.

La Brexit peggiora le cose

A soffrire sono sia le grandi compagnie nazionali che le low cost. Lufthansa, ad esempio, ha dovuto cancellare più di 3mila voli tra luglio e agosto a causa della carenza di personale.

WizzAir è riuscita a scaricare un aereo proveniente a Budapest da Israele soltanto il giorno seguente all'atterraggio, mentre a Manchester un co-pilota di Tui si è incaricato personalmente di portare i bagagli nella stiva, per accorciare i tempi prima del decollo.

Nel Regno Unito va ancora peggio a causa della Brexit: una "scelta politica stupida", come la definisce a Euronews  Michael O'Leary, amministratore delegato di Ryanair. "Ora non si possono reclutare giovani europei per fare questi lavori che i britannici non vogliono fare. Quindi penso che gli aeroporti del Regno Unito continueranno a essere a corto di personale e per questo stiamo assistendo a molti ritardi nel traffico aereo". Non il massimo per un Paese insulare.