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Mosca: corridoio umanitario da giovedì a Mariupol. Ma gli scontri continuano

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Di Giulia Avataneo  Agenzie:  ANSA
L'acciaieria di Mariupol
L'acciaieria di Mariupol   -   Diritti d'autore  AP/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

Violenti combattimenti sono in corso nell'acciaieria Azovstal di Mariupol, secondo il sindaco Vadym Boichenko. Le autorità hanno perso e poi ristabilito i contatti con i combattenti nell'impianto.

Mosca ha annunciato in serata un cessate il fuoco di tre giorni per consentire l'evacuazione dei civili, che potranno scegliere se andare nei territori ucraini o russi. In serata si sono sentite esplosioni a Kiev, Mykolaiv e Odessa.

Il Cremlino fa sapere che Putin non intende dichiarare ufficialmente guerra all'Ucraina il 9 maggio, anniversario della vittoria sui nazisti. La Bielorussia intanto lancia "esercitazioni lampo".

Missili a ovest

Le sirene si sono fatte nuovamente sentire in Ucraina occidentale mercoledì: a Leopoli le centrali elettriche finiscono sotto il tiro dei missili russi.

Nelle immagini del ministero della Difesa di Mosca si vedono i sistemi di artiglieria semoventi "Malka" che hanno attaccato le posizioni ucraine.

"Il nemico continua a condurre operazioni offensive nella zona operativa orientale - dice il portavoce dello Stato Maggiore delle Forze Armate dell'Ucraina, Oleksandr Shtupun - L'obiettivo è stabilire il pieno controllo delle regioni di Donetsk e Luhansk e mantenere un corridoio di terra con la Crimea ucraina occupata. Per distruggere le infrastrutture di trasporto dell'Ucraina, il nemico ha lanciato attacchi missilistici su obiettivi nel territorio delle regioni di Kirovograd, Leopoli, Vinnytsia, Kiev, Transcarpathian, Odessa e Donetsk."

Minacce alla Nato

Le forze ucraine hanno riconquistato alcuni centri della regione di Kharkiv, che dalle prime immagini appaiono completamente devastati.

Sergei Shoigu, ministro della difesa russo, ha dichiarato:

"Gli Stati Uniti e i loro alleati della Nato continuano a far confluire armi in Ucraina. Faccio notare che qualsiasi trasporto dell'Alleanza Nord Atlantica giunto nel territorio del paese con armi o materiali destinati alle forze armate ucraine èda noi considerato un obiettivo legittimo di distruzione".

Un deposito di petrolio vicino a Donetsk (territorio della repubblica separatista) ha preso fuoco dopo essere stato colpito dalle forze ucraine.

Esercitazioni al confine

Intanto la Bielorussia ha avviato esercitazioni militari senza dare alcun preavviso. Il ministro della difesa ha assicurato l'assenza di minacce per i paesi limitrofi o per l'Unione europea, ma secondo i media le operazioni hanno preso il via dopo una telefonata tra i leader russo e bielorusso.

Alla vigilia del 9 maggio, data della parata muscolare annunciata da Mosca per celebrare la vittoria sui nazisti nella Seconda guerra mondiale, la Bielorussia si produce in esercitazioni che aprono un nuovo fronte di interrogativi. I tempi scelti per testare l'efficienza delle forze di reazione dell'esercito sono quantomeno sospetti. E anche se attraverso il portavoce Dmitry Peskov il Cremlino ha fatto sapere che la Russia non ha alcuna intenzione di dichiarare ufficialmente guerra all'Ucraina, non rassicura il fatto che poche ore prima il presidente bielorusso Alexander Lukashenko e Vladimir Putin abbiano avuto una lunga conversazione telefonica.

Allargamento del conflitto?

Difficile non pensare al coordinamento per una possibile entrata in guerra della Bielorussia, più volte ventilata ma finora, almeno ufficialmente, rimasta sulla carta.

Nel colloquio, si afferma in un comunicato dell'ufficio stampa del Cremlino, si è parlato tra l'altro "dell'interazione nel contesto delle strutture di integrazione nello spazio eurasiatico, anche alla luce dei preparativi per un prossimo incontro dei leader degli Stati membri dell'Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva (Csto)". "La situazione - si spiega ancora - è stata discussa anche nel contesto dell'operazione militare speciale in corso volta a proteggere il Donbass".

Il Trattato Csto, una sorta di mini Nato euroasiatica in funzione anti occidentale costituita nel 1992 e aggiornata nel 2002, non è mai del tutto decollato per un ventennio, fino all'inizio di quest'anno. Il battesimo di fuoco è arrivato con le violente proteste di gennaio in Kazakhstan, quando il presidente Kassym-Jomart Tokayev ha chiesto alla Russia e agli altri Paesi membri di intervenire per stroncare la rivolta.

Intervento del Csto

Almeno tremila militari in quell'occasione hanno ristabilito l'ordine in pochi giorni.

L'alleanza è difensiva, ma in tempi di guerra e provocazioni pilotate, si può trasformare velocemente in offensiva. E infatti il ministero della Difesa bielorusso si è portato avanti, spiegando sul suo canale Telegram che "lo scopo dell'esercitazione è valutare la prontezza e la capacità del personale nel rispondere tempestivamente al possibile verificarsi di situazioni di crisi", e che le forze impegnate nell'esercitazione saranno "gradualmente aumentate" per valutare la capacità di contrasto alle "minacce militari terrestri e aeree".