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Ucraina: potrebbe davvero nascere un'ennesima repubblica separatista?

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Di Alberto De Filippis
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Secondo gli annunci della comunità russofona, in Ucraina starebbe per sorgere un altro stato separatista, la Repubblica democratica di Kherson. Fatta nazione, adesso bisogna fare i cittadini. Per questo è stato annunciato un probaile referendum di autodeterminazione. Abbiamo chiesto a Jaroslava Barbieri, analista internazionale di stanza all'unversità di Birmingham, quanto sia fattibile questo processo.

Alberto de Filippis, Euronews: La Russia ha annunciato un prossimo referendum a proposito della Repubblica Democratica di Kherson? Quante le possibilità che si porti a termine, che si crei un'altra repubblica e che si trovi la gente che vada a votare?

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Jaroslava Barbieri, analista:  Sul posto (i pro russi)hanno un sacco di difficoltà perché non riescono a trovare questa massa critica di persone per creare la scenetta di un certo supporto dal basso verso questo questa entità. Si tratta del tentativo di replicare il modello già messo in esecuzione nelle altre regioni separatiste del 2014 e dare un'impressione di movimento di autodeterminazione dal basso. In realtà si tratta di entità territoriali politiche. Che sono coordinate da Mosca. Vediamo che grazie all'intervento militare ucraino, non riescono a espandersi territorialmente e avanzare, per cui hanno continuato a rimandare la data di un possibile referendum nella regione. Prima si pensava a fine aprile. Adesso si pensa di rimandare questa data a metà maggio, anche dopo il 9 maggio, che ricordiamo essere una data molto significativa per la Russia e per la sua propaganda. Si vuole lanciare il messaggio che la Russia, tutt'oggi, continua a lottare contro il fascismo. Vediamo però che non  ci riescono, continuano a trovarsi di fronte a ostacoli sul posto Malgrado tutta la distruzione che i russi stanno creando la popolazione semplicemente non vuole far parte delle loro repubbliche.

Alberto de Filippis, Euronews: Dottoressa Barbieri, quante le possibilità che una repubblica di Kherson, un'entità di questo tipo possa economicamente sopravvivere?

Jaroslava Barbieri, analista: Economicamente vediamo già il tentativo di instaurare, di creare un sistema che operi con la moneta russa, anche se continuano a non riuscire a fare questo passo con successo. Anche le regioni di Donetsk e Luhansk hanno ultimamente avuto problemi a finanziarsi, cercando di aggirare le sanzioni dell'Occidente, per esempio creando una banca nella regione del sud dell'Ossezia, che, ricordiamo, è un altro di queste regioni separatiste in Georgia, sotto controllo russo. 

Sul posto vediamo che comunque esistono tanti schemi corruttivi, tanta corruzione, per cui molti di questi leader locali si mettono i soldi in tasca e queste regioni rimangono un buco nero economico per cui la popolazione soffre. Ci sono anche stati notizie su di un possibile trasferimento di grano dalla regione di Donetsk verso la Russia. E questo chiaramente dal punto di vista ucraino, ricorda quello che ha fatto Mosca in passato, la fame creata dalle autorità russe negli anni 30. Anche se si tratta di una regione non fondamentali da un punto di vista energetico, si tratterà comunque di un territorio che cercheranno di sfruttare, sia per ragioni economiche che militari. Ricordiamo che il piano di occupare l'Ucraina con un Blitzkrieg è fallito, lo sforzo militare si è concentrato nel Sud e nell'Est. Vediamo questo tentativo di creare un corridoio territoriale che possa unire la Russia attraverso le regioni occupate attraverso Mariupol con la Crimea, tentando anche di prendere il controllo di altr territori e potersi connettere alla Transnistria. Questo permetterebbe di soffocare l'economia ucraina. Perché ricordiamo che attraverso il Mar Nero passa il 70% delle esportazioni  dell'Ucraina. Ci sono paesi in Africa o in Medio Oriente e in Asia dipendenti da nazioni come l'Ucraina e la Russia, che rappresentano un terzo delle esportazioni mondiali di grano.

Alberto de Filippis, Euronews:  L'invasione dell'Ucraina non sembra un progetto iniziato ieri. Bisogna preparare anche le nuove generazioni. Può dirci di più su come funziona questo sistema propagandistico? 

Jaroslava Barbieri, analista: Si tratta dei programmi, come li chiamano loro, di "_educazione patriottica"._In realtà questi programmi sono utilizzati in Russia da molti anni, è stato fatto per tutta l'epoca putiniana. Più recentemente abbiamo visto anche la loro applicazione in queste regioni separatiste. Un aspetto molto interessante di tutto questo è la legge. La legislazione di queste regioni è copiata dalla legislazione russa. Questo indica un certo livello di coordinazione, se non un controllo diretto da Mosca. Ci sono diverse direzioni di questi programmi di educazione patriottica. C'è quello che si occupa dell'aspetto militare, dove i giovani vengono a fare un allenamento militare ed altri che sono semplicemente dei club di reclutamento per le truppe di questi piccoli nuovi eserciti nazionali delle nuove repubbliche, come li chiamano i russi. Tutto questo si rifà a un movimento nato in Russia e sotto controllo dell'esercito e dal ministero della Difesa russi. Nel 2015 i russi hanno creato uffici regionali di questa organizzazione anche inTransnistria e nelle regioni del Don. Abbiamo poi quello che chiamano "indirizzo storico". Si tratta di sganciare progressivamente queste regioni dal sistema d'istruzione, per esempio della Moldova e dell'Ucraina, per cui le nuove generazioni vengono educate a pensare che, per esempio, in Ucraina siano storicamente la Russia e Mosca le potenze salvatrici. Viene creata una macchina per cui lo sviluppo storico di queste regioni è ineluttabilmente legato allo sviluppo storico dello Stato russo. Infine ci sono anche lezioni, come dire di educazione civica, per cui i giovani vengono istruiti ad amare e rispettare i cosiddetti simboli di Stato. È un altro indirizzo che permette di alienare le prossime generazioni, che non si sentono più parte integrante della società ucraina. Sono delle piccole Russie che fanno parte della grande Russia.

Sembra difficile che la Russia riesca a vincere la guerra entro il 9 di maggio, data importante perché rappresenta la vittoria dell'Urss contro i nazisti, ma resta il timore di fsanguinose iniziative dell'esercito russo per permettere al presidente Putin di presentare alla propria opinione pubblica risultati, soprattutto militari, almeno soddisfacenti.