This content is not available in your region

Macron e Le Pen pronti al duello finale

Access to the comments Commenti
Di Euronews
euronews_icons_loading
Il ballottaggio delle elezioni presideenziali francesi si terrà il 24 aprile
Il ballottaggio delle elezioni presideenziali francesi si terrà il 24 aprile   -   Diritti d'autore  Afp

A meno di una settimana dal voto delle presidenziali francesi, i due candidati che si contenderanno l' Eliseo lanciano gli ultimi messaggi delle rispettive campagne elettorali.

Un brutto clima per i due candidati

Parte dei francesi, comunque, non sembra intenzionata a schierarsi con nessuno dei due candidati. ”Né Macron né Le Pen” è lo slogan delle manifestazioni che si sono svolte in diverse in università francesi, in cui molti partecipanti paragonano la scelta del ballottaggio delle presidenziali a quella ”tra la peste e il colera”.

I due sfidanti vorrebbero attrarre coloro che hanno votato per candidati eliminati al primo turno, con una particolare attenzione al 22% di preferenze ottenute da Jean-Luc Melenchon, candidato della formazione di sinistra radicale La France Insoumise. 

Ma non sarà facile: a Le Pen vengono contestate le note posizioni sovraniste e lo stesso Melenchon ha chiesto ai suoi sostenitori di non darle “nemmeno un voto”. Infatti una recente consultazione interna organizzata dal partito prevedeva come opzioni possibili soltanto il voto a Macron, scelto da un terzo dei partecipanti, il voto nullo e l'astensione. 

Per parte della sinistra francese, il Presidente in carica rimane un “traditore sociale”, come gli hanno gridato alcuni manifestanti di recente a Strasburgo o comunque un alfiere del liberismo e un protettore delle classi più agiate.

Tra i temi di discussione che deludono gli elettori ci sono anche le misure per ridurre il cambiamento climatico, un aspetto su cui Emmanuel Macron ha insistito molto in questi cinque anni, promuovendo anche un'assemblea popolare nazionale per discuterne. L'attuazione concreta delle politiche ambientali, tuttavia, per molti non è stata all'altezza delle promesse.

Il Presidente in carica, invece, ha difeso i risultati ottenuti nei suoi cinque anni e rilanciato l'azione green in un discorso a Marsiglia in cui ha assicurato investimenti su energie rinnovabili, efficientamento energetico, lotta alla plastica monouso e all'inquinamento atmosferico.

"Abbiamo protetto maggiormente la biodiversità e ridotto le nostre emissioni di gas serra del 12% in cinque anni. In questo siamo stati due volte più veloci rispetto alle due presidenze precedenti", le sue parole davanti alla folla.

Le Pen, da parte sua, ha respinto l'accusa tradizionale di essere poco attenta all'argomento, affermando di includere nel suo progetto ambiente ed ecologia.

Faccia a faccia in televisione

Il momento culminante della sfida elettorale sarà con ogni probabilità il dibattito televisivo previsto mercoledì   20 aprile su  TF1 et France Télévisions.

La sfidante di estrema destra si dice "estremamente serena" in vista del confronto: punta sicuramente a fare meglio rispetto al 2017, quando secondo molti analisti apparve fiacca e impreparata rispetto a un brillante Emmanuel Macron.

In una recente intervista al programma "Dimanche en politique", Le Pen ha dipinto gli ultimi cinque anni come un periodo di "umiliazione del popolo francese" e assicurato che sarà la presidente di tutti, oltre a ostentare sicurezza in vista del faccia‒a‒faccia.

 "Questo momento ci permetterà di confrontarci sui rispettivi progetti, di discutere anche il bilancio dell'attuale presidente. Quindi sì, sarà un momento fondamentale della campagna", le sue parole in risposta alla domanda del conduttore Francis Letellier.

La candidata, intanto, è stata accusata di appropriazione indebita di fondi europei da parte dell'Olaf, l'Ufficio anti-frodi dell'Unione europea. Il rapporto è stato svelato dalla testata francese Mediapart, a cui l'entourage di Le Pen ha negato ogni addebito e avanzato sospetti sulle tempistiche della pubblicazione. 

Le Pen si sarebbe appropriata di quasi 137mila euro negli anni in cui è stata europarlamentare tra il 2014 e il 2017, che sommati ai 303mila contestati al padre Jean-Marie e ad altre cifre minori ottenute da eurodeputati del Front National porterebbero il totale a oltre 600mila euro.