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In fuga dalla guerra, le storie dei rifugiati ucraini in balia della sorte

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Di Debora Gandini
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Rifugiati ucraini
Rifugiati ucraini   -   Diritti d'autore  Sergei Grits/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

In fila, con qualche bagaglio o borsone, pronti a salire sul primo treno o sul primo autobus disponibili pur di fuggire dalla guerra. Sono migliaia i civili che stanno lasciando le città di Slovyansk e Kramatorsk nell'est dell'Ucraina, mentre la Russia prepara la sua offensiva nel Donbass. Scappano senza una meta precisa, l’importante è sopravvivere.

Nadiya Zhizhunas ci racconta di essere terrorizzata dalla guerra. “Nessuno sa esattamente cosa accadrà qui. Forse qualcosa di orribile come a Mariupol. Non possiamo saperlo con certezza. Sono rimasta fino ad ora. Sono arrivata in questa città il 24 febbraio, dopo un bombardamento al confine con Belgodor".

Chi resta in Ucraina e chi fugge dagli orrori del conflitto. Dall’inizio dell’invasione russa si contano oltre 4 milioni e 600 mila rifugiati. Secondo l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) quasi due terzi dei bambini ucraini hanno lasciato le loro case nelle ultime sei settimane. Un flusso così massiccio non si era mai visto, in Europa, dalla seconda Guerra Mondiale.

La solidarietà dei paesi europei

La Polonia è stata da subito il primo paese dove cercare aiuti. Secondo il personale UNHCR negli ultimi giorni il numero degli arrivi sta diminuendo ma le persone che attraversato il confine si trovano ora in uno stato più vulnerabile. La maggior parte dei rifugiati è in balia del destino. Tutti sperano solo di tornare a casa il prima possibile. 

La crisi dei rifugiati innescata dalla guerra ha dato vita a gesti e operazioni di solidarietà e mobilizzazione in tutta Europa. L'Unione europea e i suoi Stati membri si sono subito schierati in prima linea fornendo soccorso agli sfollati e supportato i Paesi al confine con l’Ucraina. Il Consiglio dell'Ue ha adottato un atto legislativo per facilitare l'accoglienza dei profughi che consente agli Stati membri di ricevere quest'anno un totale di 3,5 miliardi di euro ulteriori in funzione del numero di rifugiati accolti.