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Francia, duello a distanza tra Macron e Le Pen

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Di Annalisa Cappellini
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Marine Le Pen e Emmanuel Macron
Marine Le Pen e Emmanuel Macron   -   Diritti d'autore  AFP

Poche ore dopo dall'annuncio dei risultati ufficiali del primo turno delle elezioni francesi, i due sfidanti hanno già dato inizio a un duello a distanza. Il presidente uscente Emmanuel Macron si è affrettato ad andare sul campo per cercare il contatto con l'elettorato. Una mossa studiata dal candidato-presidente, criticato duramente durante la campagna per non avere organizzato dei veri e propri meeting nelle città francesi. L'équipe di Macron è già corsa ai ripari per questo secondo turno, organizzando un grande comizio all'aperto la prossima settimana a Marsiglia.

La posta in gioco ora è alta per il capo dello Stato, che deve cercare di convincere indecisi e astenuti a votare per lui al ballottaggio del 24 aprile, quando Macron affronterà ancora una volta Marine Le Pen. Tra i programmi e le linee politiche dei due candidati ci sono molte differenze, prima fra tutte la visione dell'Europa.

Anche Marine Le Pen scende in campo

Anche la leader del partito di estrema destra Rassemblement National sembra avere scelto per questo secondo turno di condurre una campagna il più vicino possibile agli elettori, nei temi oltre che nella forma. Marine Le Pen si concentra ora infatti sui temi del potere d'acquisto: "l'aumento dei prezzi dell'energia", ha scritto la candidata in un Tweet durante la sua visita di oggi nel territorio rurale dell'Yonne, "mette in difficoltà i Francesi. Le misure per il potere d'acquisto e la riduzione delle tasse che propongo sono essenziali e urgenti", ha concluso la candidata.

Dopo due tentativi falliti nela sua corsa all'Eliseo, nel 2012 e nel 2017, Marine Le Pen spera che questa sia la volta buona.

"Marine Le Pen non attira più così tante critiche"

Nel balletto delle elezioni, i personaggi che saranno protagonisti di questo secondo turno sono gli stessi del 2017. Eppure lo spettacolo potrebbe essere radicalmente diverso questa volta, secondo il politologo Brice Teinturier. "Emmanuel Macron ha incarnato un'idea di novità alle scorse elezioni, di rinnovamento della politica. Adesso non è più così, ora è il presidente in carica", spiega Teinturier.

Emmanuel Macron ha incarnato un'idea di novità alle scorse elezioni. Ora non è più così.
Brice Teinturier
Politologo

"Marine Le Pen non attira più così tante critiche. Ha lavorato molto sulla sia immagine, il che non vuol dire che il contenuto del suo programma sia cambiato, ma ora in termini di immagine fa meno paura", conclude il politologo.

La sfida per i voti rimasti

Tutta la sfida di questo ballottaggio sta ora nelle sacche di voti disponibili per ognuno dei due candidati. Più del 26% dei Francesi iscritti alle liste elettorali ha scelto di astenersi, una cifra record dal 20002. Molti elettori si dichiarano inoltre scontenti del risultato dello scrutinio, che nonostante una situazione geopolitica e economica radicalmente diversa ripropone lo stesso scenario di cinque anni fa. Per chi voteranno dunque indecisi, astenuti e delusi?

Jean-Luc Mélenchon, di sinistra radicale, ha invitato il 22% degli elettori che l'hanno votato a impedire l'accesso al potere di Marine Le Pen. I suoi sostenitori potrebbero scegliere di astenersi o di votare per Emmanuel Macron. Il candidato di estema destra Éric Zemmour, invece, che ha ottenuto il 7% dei voti, ha chiesto ai suoi elettori di votare proprio per la Le Pen.