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Presidenziali in Francia: sui social, la campagna degli estremi

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Di Cyril Fourneris  & Euronews
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YouTube, Twitch, Instagram: tutti sui social per conquistare il voto giovane (e aggirare le limitazioni al tempo di parola in radio e in tv)

Spiegamento di mezzi cinematografici per realizzare un video su YouTube, comizi in streaming su Twitche ancora qualche passo di danza su Instagramo uno strike al bowling su TikTok. Mai una campagna presidenziale francese si era finora giocata tanto sui social media: terreno di caccia, soprattutto del "voto giovane", con il vantaggio, per di più, di sfuggire alla stretta regolamentazione del tempo di parola riservato ai candidati alla radio o in televisione.

I giovani approvano: "Radio e tv sono per noi passato. Sui social c'è invece spazio per tutti"

"I giovani, oggi, non guardano più la televisione. E ancora meno ascoltano la radio - dice uno di loro -. Tutto passa da internet". "Quanto apprezzo, sui social media - dice un altro - è che possono trovare uguale spazio sia i piccoli, che i grandi candidati". "Visto che guardiamo poco la televisione - aggiunge una ragazza - il fatto che la campagna elettorale avvenga anche sui social media mi sembra un'ottima idea". 

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WhatsApp e gli altri: la campagna corre sui social (ma si distacca dalla realtà)-/AFP or licensors

Sui social vincono gli estremi: per suscitare interazione, bisogna dividere e alimentare il dibattito

Parallelamente al mondo reale, e ai sondaggi che per settimane hanno scandito la campagna elettorale, una società specializzata misura il polso dei trend in rete. A risultarne è una classifica dei "candidati più social", che suscitano più interesse e interazione sui social media. A staccare il gruppo, oltre al presidente uscente Macron, soprattutto quelli di estrema destra e sinistra, Eric Zemmour e Jean-Luc Mélenchon

"I temi più radicali hanno generato una più forte partecipazione in rete - confermaJérémy Boissinot, amministratore delegato di Favikon -. Lo abbiamo visto con Zemmour e Melenchon, che da sei mesi si alternano in testa alle nostre classifiche. I social media hanno poi il vantaggio di rivolgere il proprio messaggio a un pubblico molto mirato. Per raggiungere delle categorie professionali, si farà per esempio ricorso a LinkedIn. Per parlare ai giovani TikTok. E per raggiungere un pubblico più generalista, invece, Facebook". 

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Premiati sui social soprattutto i candidati più estremi: Jean-Luc Melenchon ed Eric ZemmourAFP

A conferma di questa analisi, la fatica di altri candidati "meno estremi", a ritagliarsi uno spazio nella "arena social". "Personaggi più consensuali come Valérie Pécresse, Anne Hidalgo o anche Yannick Jadot - dice ancora Jérémy Boissinot - non hanno sfondato in rete, perché i loro temi non alimentavano il dibattito sui social media". 

"Non guardare i social, ma ispirarsi della vita vera". La ricetta vincente di Biden, che  sta pagando anche per Marine Le Pen

Parola d'ordine, quindi: essere accattivanti e alimentare il dibattito, al prezzo, talvolta, di cavalcare posizioni artificiosamente più radicali. Con il rischio, però, di perdere il contatto con la realtà. "Se ci affidassimo ai social media per predire il risultato di queste elezioni - dice Philippe Moreau-Chevrolet, Fondatore e amministratore delegato della società MCBG Conseil -, il presidente sarebbe allora Zemmour, con ogni probabilità eletto al secondo turno, contro Macron. Ma su queste piattaforme a esprimersi sono soprattutto i più radicali. Non possiamo considerarle rappresentative della realtà. Lo aveva capito bene Joe Biden, che ai suoi diceva: 'Non fate campagna su Twitter, guardate quanto accade nella vita reale'. Ed è quanto sta facendo Marine Le Pen, con altrettanto successo".