Guerra in Ucraina: "Chernobyl non risponde". Persi i contatti con i controlli in remoto

Guerra in Ucraina: "Chernobyl non risponde". Persi i contatti con i controlli in remoto
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Di Euronews
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Guerra in Ucraina. Non rispondono i controlli a distanza di Chernobyl. L'AIEA preoccupata per la sicurezza della centrale nucleare, nelle mani dei russi: "Cruciale garantire gli standard". Il Ministro dell'energia ucraino sull'impianto di Zaporizhzhia: "Il personale torturato dagli occupanti"

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**"I controlli a distanza della centrale non rispondono più" **

I sistemi che permettono il controllo a distanza della centrale nucleare di Chernobyl, nelle mani delle forze russe dall'inizio della guerra in Ucraina, hanno cessato di emettere. A comunicarlo l'AIEA, l'Agenzia Internazionale per l'energia atomica, che ha espresso anche preoccupazione per le condizioni imposte al personale: oltre 200 dipendenti, fra tecnici e uomini della sicurezza, costretti a lavorare senza sosta per assicurare l'operatività dell'impianto. "Per garantire la sicurezza è fondamentale che siano garantiti riposo e rotazioni", l'appello del direttore generale dell'AIEA, Rafael Grossi, che ha offerto la sua mediazione, per ottenere un impegno al rispetto degli standard della sicurezza.

Su Twitter l'appello dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica: "Fondamentale per la sicurezza assicurare la rotazione del personale dell'impianto"

Il Ministro dell'energia ucraino: "Il personale di Zaporizhzhia torturato dai russi"

Dallo scorso venerdì è sotto il controllo russo anche la centrale di Zaporizhzhia, la più grande d'Europa. "Il personale è torturato dagli occupanti, che l'ha costretto a registrare un messaggio a fini propagandistici" ha scritto oggi su Facebook il Ministro dell'energia ucraino, Herman Halushchenko. 

Poco prima che le forze russe assumessero il controllo della centrale, Kiev aveva denunciato bombardamenti russi nei dintorni dell'impianto. Per ore, aveva poi sostenuto, ai vigili del fuoco era stato impedito l'accesso per domare le fiamme. Fin dalle prime ore l'AIEA aveva però rassicurato, informando che non si era registrata alcuna anomalia nei livelli di radiazioni.

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