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Corridoi umanitari senza cessate il fuoco

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Di euronews e ansa
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Negoziato fra russi e ucraini
Negoziato fra russi e ucraini   -   Diritti d'autore  Sergei Kholodilin/BelTA

Mentre la guerra in Ucraina avvampa si è concluso il secondo round di colloqui russo-ucraini nella regione di Brest, Bielorussia. Il capo di gabinetto del presidente ucraino Mihailo Podolyak ha parlato di un accordo per la creazione di un corridoio umanitario. In un comunicato ha spiegato l'urgenza della consegna di medicinali e generi alimentari nelle zone interessate dai combattimenti. 

Contestualmente gli ucraini non hanno raggiunto i risultati che si aspettavano per un cessate il fuoco immediato e una tregua. "Purtroppo non siamo riusciti a raggiungere i risultati sperati. L'unica cosa che posso dire è che abbiamo discusso in dettaglio l'aspetto umanitario". Ha precisato il consigliere del presidente ucraino Zelensky, Podolyak, al termine del secondo round di negoziati. "Abbiamo deciso di continuare a lavorare in un terzo round di colloqui il prima possibile", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia russa Tass.

La soddisfazione russa

"Considero questo un progresso significativo. Ancora una volta, la Federazione Russa invita le persone che si sono trovate in questa situazione, a utilizzare i corridoi umanitari - nel caso le ostilità continuino - o fare tutto il possibile affinché cessino gli scontri ": ha detto Vladimir Medinsky, il capo della delegazione russa. Poco prima dell'incontro delle delegazioni l'agenzia Tass di Mosca annunciava delle 'pause' nelle operazioni militari in Ucraina per favorire l'evacuazione dei civili attraverso 'corridoi umanitari'. Poche ore prima il ministro degli Esteri Lavrov aveva detto che la Russia è "pronta al dialogo" e che "una soluzione si troverà". 

Gli obiettivi di Mosca

Nelle prossime ore quindi vengono consentite le evacuazioni dei civili e l'arrivo di generi alimentari e medicinali nelle aree dove lo scontro è stato ed è più duro, ma l'uso della forza sarà solo sospeso. Un'attenuazione che comunque non sembra indurre la macchina da guerra di Mosca a fare sconti. Fra le tante voci degli osservatori internazionali l’ex premier polacco Donald Tusk sostiene che l’intenzione reale di Mosca sia quella di riportare al potere Viktor Yanukovich, il presidente putiniano che fu cacciato con la rivolta di Maidan nel 2014 o comunque di ricondurre l'Ucraina ad un ruolo di vassalla della Russia senza velleità di integrare la Nato.