This content is not available in your region

Partygate, il mea culpa di BoJo: "Chiedo scusa"... ma non si dimette

Access to the comments Commenti
Di Cinzia Rizzi  Agenzie:  ANSA
euronews_icons_loading
Boris Johnson visita il porto di Tilbury, Inghilterra 31/01/22
Boris Johnson visita il porto di Tilbury, Inghilterra 31/01/22   -   Diritti d'autore  Matt Dunham/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Arrivano le scuse di Boris Johnson, ma non le dimissioni. Il premier britannico incassa questo lunedì il colpo del tanto atteso rapporto firmato da Sue Gray sul cosidetto Partygate: "Un serio fallimento nell'osservare non solo gli standard elevati che ci si aspetta da chi ha un ruolo di governo, ma pure da un cittadino comune", si legge nel dossier, che parla di "fallimento di leadership e di giudizio" da parte di chi ha preso parte a questi eventi.

Fallimento di leadership e di giudizio
Rapporto Gray

"Gli incontri nell'ambito di questa indagine sono distribuiti lungo un periodo di 20 mesi, che è stato unico negli ultimi tempi in termini di complessità e ampiezza delle richieste ai dipendenti pubblici e in effetti al pubblico in generale", prosegue il rapporto Gray. Si aggiunge anche che Scotland Yard, che ha avviato una sua inchiesta, sta indagandoanche sulla festa di compleanno del Primo Ministro, svoltasi il 19 giugno 2020 nella Cabinet Room a Downing Street, alla quale prese parte lo stesso Johnson.

Quanto basta, insomma, a BoJo per chiedere - almeno - scusa. "Prima di tutto voglio dire che mi dispiace", ha detto il premier a Westminster. "Mi dispiace per le cose che abbiamo fatto semplicemente nel modo sbagliato. Mi dispiace anche per il modo in cui la questione è stata gestita. Ho capito e rimedierò".

I laburisti vogliono le sue dimissioni

Delle scuse che, ovviamente, non sono sufficienti per l'opposizione laburista. Il leader Keir Starmer ha usato parole pesanti, accusando Johnson di essere "un uomo senza alcun pudore" e chiedendone le dimissioni immediate. "Siamo alle sue solite scuse: è colpa di tutti, tranne che sua. Loro vanno, lui resta. Anche ora, si nasconde dietro un'indagine della polizia sulla criminalità nella sua casa e nel suo ufficio".

BoJo per il momento non ha alcuna intenzione di fare le valigie. Anzi, ha sottolineato ancora una volta i suoi successi da quando è al numero 10 di Downing Street: la Brexit e la campagna vaccinale anti Covid. Sulle feste in pieno lockdown, sta provando a metterci una pietra sopra.