La Croce Rossa presa di mira dagli hacker, rubati dati sensibili

La Croce Rossa presa di mira dagli hacker, rubati dati sensibili
Diritti d'autore FABRICE COFFRINI / AFP
Di Annalisa Cappellini
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I dati di 515.000 persone vulnerabili sono stati rubati durante il cyberattacco. La Croce Rossa lancia un appello agli hacker.

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La Croce Rossa ha subito un grave cyberattacco, che ha permesso ai pirati informatici di accedere ai dati sensibili di 515.000 persone vulnerabili. 

Il direttore generale dell'organizzazione umanitaria, Robert Mardini, ha lanciato un appello agli hackers in un comunicato. "Le vostre azioni potrebbero causare ulteriori sofferenze a coloro che hanno già sopportato un calvario indicibile e che hanno bisogno dell'aiuto di un'organizzazione umanitaria", ha denunciato.

Messaggio ribadito poche ore dopo in un tweet sul profilo ufficiale della Croce Rossa. "Mentre proviamo a capire la portata di questo cyberattacco, chiediamo ai suoi autori di dimostrare umanità. Rinunciate a condividere, vendere, divulgare o utilizzare questi dati in qualsiasi maniera".

"Siamo pronti a comunicare in forma diretta e anonima con i responsabili di questa operazione, chiunque essi siano, per fornire loro maggiori informazioni sullo status sensibile dei dati in questione", ha dichiarato un portavoce della Croce Rossa.

I dati di persone vulnerabili sotto attacco

I dati rubati appartengono dunque a persone già vulnerabili, per esempio separate dalla loro famiglia a causa di conflitti, migrazioni o catastrofi, ma anche scomparse in circostanze ancora da chiarire oppure imprigionate. "Attaccare i dati di persone scomparse rende l'angoscia e il dolore delle famiglie ancora più difficili da sopportare", ha sottolineato Robert Mardini.

Attaccare i dati di persone scomparse rende l'angoscia e il dolore delle famiglie ancora più difficili da sopportare.
Robert Mardini
Direttore generale della Croce Rossa

Per il momento non si conoscono i responsabili del cyberattacco nè la dimensione reale della fuga di dati. "Per il momento, non abbiamo un'idea precisa di chi si nasconde dietro questo attacco e non siamo ancora in grado di analizzare la dimensione dell'intrusione" nei sistemi, afferma il portavoce della Croce Rossa.

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