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Kosovo, no al referendum per i cittadini serbi. Per Pristina viola la costituzione

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Di Debora Gandini  Agenzie:  ANSA
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Kosovo, no al referendum per i cittadini serbi. Per Pristina viola la costituzione
Diritti d'autore  AFP

Respinto dal parlamento del Kosovo il referendum per i serbi che vivono nel paese. La dirigenza di Pristina ha detto no all'appello dei cinque Paesi occidentali – Stati Uniti, Germania, Francia, Italia, Gran Bretagna e dell’Unione europea a organizzare la consultazione sulla giustizia sostenendo che sarebbe una chiara violazione della costituzione, delle leggi del Kosovo e delle pratiche internazionali.

Un aspetto sottolineato dal primo ministro Albin Kurti parlando della legalità del voto previsto al termine della riunione con i diplomatici dei cinque Paesi occidentali e della Ue, la presidente del Kosovo Vjosa Osmani, e il presidente del parlamento Glauk Konjufca.

Nella dichiarazione congiunta si legge che “le pratiche fin qui applicate dal 2012 sono incostituzionali e di conseguenza non sono un obbligo per le attuali istituzioni della Repubblica del Kosovo, derivanti dalla chiara volontà dei cittadini espressa il 14 febbraio 2021", giorno del successo elettorale del partito 'Autodeterminazione' del premier Albin Kurti.

Il riferimento alle pratiche applicate dal 2012 riguarda la decisione dei precedenti governi kosovari di consentire, in occasione di appuntamenti elettorali in Serbia, l'allestimento in Kosovo, in collaborazione con l'Osce, di seggi elettorali per consentire alla popolazione serba di votare. Anche alcuni partiti di opposizione hanno concordato con il governo sull'inammissibilità del referendum per i serbi del Kosovo.

Divisioni e tensioni etniche

I cittadini serbi del Kosovo con doppia cittadinanza avranno il diritto di votare secondo gli standard e le pratiche internazionali, vale a dire via posta o all'Ufficio di collegamento a Pristina. Secondo quanto riportato dalla polizia locale la documentazione inviata dalla Serbia per le votazioni previste questa domenica sono state bloccate.

Il Kosovo ha unilateralmente dichiarato la sua indipendenza dalla Serbia il 17 febbraio 2008 dopo il conflitto che nel 1998-99 ha visto la morte di oltre 13 mila persone. Un’indipendenza fino ad oggi riconosciuta da 93 paesi membri dell'ONU ma non da Belgrado.

I negoziati mediati da Bruxelles, volti a stabilizzare le relazioni tra i due paesi, finora hanno prodotto scarsi risultati. La risoluzione delle divergenze in corso è una prerogativa per Serbia e Kosovo per aderire all’Unione europea.