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Quarantena ridotta nel Regno Unito, l'Ungheria verso la quarta dose

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Di euronews e ANSA
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Quarantena ridotta nel Regno Unito, l'Ungheria verso la quarta dose
Diritti d'autore  AP Photo/Jerome Delay

Con la curva dei contagi in discesa da qualche giorno la Francia riapre le porte ai britannici consentendo l'ingresso a tutti i vaccinati anche per viaggi non essenziali e a patto che, nelle 24 ore precedenti, abbiano effettuato un test negativo. Cade così una delle tante barriere che i Paesi Ue hanno issato sia rispetto ai cittadini extraeuropei sia all'interno della stessa Unione, facendo storcere il naso ai vertici delle istituzioni comunitarie che chiedono costantemente uno stretto coordinamento. Ma se la nuova variante sembra aver allentato la presa sulla Gran Bretagna nell' Unione l'emergenza Omicron è più che mai attuale.  Da venerdì chi è vaccinato non ha bisogno di un motivo importante per attraversare la Manica e andare in Gran Bretagna. Basterà un test negativo 24 ore prima. Tuttavia i non vaccinati avranno bisogno di un buon motivo per muoversi e dovranno comunque fare la quarantena di 10 giorni all'arrivo nella maggiore delle isole britanniche.

L'Ungheria innesta la "quarta"

In Ungheria la campagna vaccinale continua mentre ci si prepara alla quarta dose. Non sarà obbligatoria ma la paura dell'ondata di Omicron la consiglia. Gli esperti valuteranno i risultati immunologici da 4 a 5 mesi dopo la terza dose, per stabilire quando fare il quarto richiamo.

Viaggi in Europa

Viaggiare tra le capitali del vecchio continente è ancora un rompicapo. Secondo l'ultimo aggiornamento fornito dalla Commissione Ue - ogni misura va notificata a Palazzo Berlaymont - sono diversi i Paesi che hanno messo in campo restrizioni supplementari al Green Pass per gli ingressi nei loro territori. 

- AUSTRIA. Fino al 31 gennaio solo chi ha fatto la terza dose di vaccino può entrarvi senza presentare un test negativo. I non vaccinati e i non guariti da Covid sono costretti alla quarantena, necessaria anche per chiunque provenga da Olanda o Danimarca, considerate aree ad altissimo livello di contagio.

- BULGARIA. Chiunque venga da zone rosse (secondo le mappe Ecdc) oltre al Green Pass devono presentare un tampone negativo effettuato non oltre le 72 ore precedente. Le misure sono in vigore dal 7 gennaio e sono prorogabili settimanalmente.

- DANIMARCA. Fino al 17 gennaio è obbligatorio per tuttieffettuare un test Pcr o antigenico prima dell'arrivo nel Paese nordeuropeo.

- FINLANDIA. Ingresso proibito ai non vaccinati (se non si tratta di guariti dal Covid). Per i vaccinati le misure messe in campo fino al 16 gennaio prevedono un test rapido obbligatorio prima dell'arrivo.

- GRECIA. Fino al 24 gennaio tutti i visitatori devono presentare un test Pcr o un test rapido da effettuare entro 72 o 24 ore prima dell'arrivo.

- ITALIA. Chiunque vi entra, fino al 31 gennaio, deve effettuare un tampone molecolare o rapido 48 o 24 ore prima dell'arrivo. Per i non vaccinati è obbligatoria la quarantena di 5 giorni.

- PORTOGALLO. Green Pass e tampone pre-partenza obbligatori per tutti, almeno fino al 9 febbraio.

- SVEZIA. I residenti stranieri, a prescindere dal Paese di origine o dal ciclo di vaccino effettuato, devono tutti presentare un test anti-Covid negativo al loro arrivo. Le misure -sulle quale l'Ue è in contatto con Stoccolma -al momento non hanno una scadenza. Non è un Paese Ue ma condivide le sue informazioni con Bruxelles anche la Svizzera che richiede a tutti un tampone rapido o molecolare prima dell'ingresso nel Paese alpino e per chi non ha il vaccino, un secondo test 4-7 giorni dopo l'arrivo. Eccezioni sono previste per i transfrontalieri.