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Russia, convivere con gli orsi polari per via del cambiamento climatico

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Di  Марина Шибалова
Orsi si affacciano alle finestre di un'abitazione a Cape Desire, Novaya Zemlya
Orsi si affacciano alle finestre di un'abitazione a Cape Desire, Novaya Zemlya   -   Diritti d'autore  Ivan Mizin / WWF-Russia

Trovarsi di fronte a un orso polare diventa sempre più frequente per i residenti di Ryrkaipiy, villaggio situato sulle rive dell'Oceano Artico nell'estremo oriente russo. Negli ultimi anni, questi enormi mammiferi hanno preso ad avventurarvisi ogni inverno, in cerca di cibo. In condizioni normali si nutrono cacciando gli animali marini che vivono sui banchi di ghiaccio; ma ora sono costretti dalla fame a spingersi fin sulla costa. 

Il cambiamento climatico, che sta portando la regione a un progressivo innalzamento delle temperature, fa sì che la copertura di ghiaccio si formi sempre più tardi per poi sciogliersi sempre più precocemente.

“A Chukotka, dal 2000, c'è stato un aumento del numero di orsi. Vanno nei villaggi in cerca di cibo, a volte se ne possono osservare anche dieci contemporaneamente. Ciò è dovuto all'aumento delle temperature", afferma Yegor Vereshchagin, vice capo del dipartimento per la protezione della fauna del Circondario autonomo di Chukotka.

Il riscaldamento provoca le migrazioni e gli animali si trovano più vicini agli habitat umani. “In autunno, gli orsi attraversano il percorso sull'acqua. Durante le tempeste autunnali, per esempio, i cuccioli possono perdersi e finire in mezzo alla gente", ha spiegato la scorsa settimana Vereshchagin, durante una conferenza stampa sulla questione.

I casi di orsi che si avvicinano alle persone stanno diventando così comuni che capita sempre più spesso che vengano ripresi dalle telecamere. Un video, realizzato dai volontari della Bear Patrol sostenuta dal WWF, mostra gli orsi che passeggiano davanti agli edifici e ai tubi industriali, letteralmente a poche centinaia di metri dall'insediamento.

Secondo la Bear Patrol, 61 orsi si sono aggirati a Ryrkaipi nel dicembre 2020, a causa del clima insolitamente caldo per questo periodo. Se il ghiaccio fosse abbastanza solido, gli animali sarebbero già usciti in mare per cacciare foche o lepri marine, ma a causa del riscaldamento climatico non sono più in grado di farlo.

"Quasi tutti gli orsi sono magri. Ci sono sia animali adulti che giovani tra loro, e ci sono anche orsi femmina con cuccioli di diverse età", spiega nel video la leader della Bear Patrol Tatiana Minenko.

Pericolo per l'uomo e per l'orso

Secondo gli esperti, uomini e orsi non sono fatti per convivere: un incontro di solito causa problemi per entrambi. Per questo, un gruppo di volontari dei campi artici pattuglia la zona, respingendo gli orsi adulti e raccogliendo i cuccioli scappati dalle madri. "La sera, la gente rimane a casa per evitare di incontrarli, e i volontari girano intorno all'insediamento con le motoslitte" spiega Minenko.

Victor Nikiforov / WWF Russia
l'orso Ayon, rimosso dal suo ambiente naturaleVictor Nikiforov / WWF Russia

Negli ultimi due anni, il servizio federale di supervisione delle risorse naturali ha registrato 13 episodi in cui gli orsi polari hanno interagito con esseri umani: in tre casi gli orsi stati uccisi, in altri tre sono stati rimossi dal loro habitat, mentre in sette episodi le persone hanno permesso loro di fuggire.

Oltre al pericolo naturale di incontrare un animale selvatico che non ha più paura dell'uomo, c'è il problema della sopravvivenza degli orsi stessi e, soprattutto, dei cuccioli che devono passare i primi due anni della loro vita vicino alla madre. Gli specialisti mettono anche in guardia contro la rimozione degli orsi dal loro habitat.

"Questi animali sono molto duttili: ci vogliono alcune ore per addestrarli ad aprire la bocca ad un segnale. Per un orso, imparare a interagire con gli esseri umani non è un problema, ma la situazione con l'adattamento fisiologico è molto diversa" dice Irina Voshchanova, ricercatrice presso il settore ricerca scientifica dello zoo di Mosca.

"Più un orso è vecchio, più complesse sono le sue capacità di sopravvivenza nel suo habitat naturale" continua. "Rimuovendolo, mettiamo l'animale in un ambiente angusto e povero dove tutte le sue abilità si rivelano inefficaci. A volte, psicologicamente l'orso non è in grado di adattarsi".

WWF Russia
Un orso sguazza in acquaWWF Russia

Gli esperti ritengono che per scoraggiare gli orsi dall'avvicinarsi agli insediamenti umani è necessario controllare e sradicare le discariche e informare il pubblico sulle questioni di sicurezza relative all'interazione con gli animali selvatici. Coloro che vivono nei campi devono ricordare di stare lontano dagli orsi, di non dar loro da mangiare e non fotografarli da vicino.

La prima regola è non nutrirli

Da molto tempo gli esperti sono impegnati a trovare una soluzione al problema. Il punto principale su cui tutti sono d'accordo è la necessità di impedire agli orsi di mangiare cibo non naturale.

"Il problema più grande è l'alimentazione" spiega Varvara Semenova, coordinatrice capo dei progetti di conservazione della biodiversità del WWF-Russia nell'Artico. "Arriva un cucciolo d'orso, ti dispiace per lui e vuoi dargli da mangiare: ma il cibo umano è una condanna a morte per lui. Il cucciolo mangerà il cibo degli uomini, ma crescerà sempre di più e continuerà a inseguire gli uomini per elemosinare cibo. E il risultato in queste situazioni è che alla fine qualcuno sparerà all'animale".

WWF Russia
Il "bottino" trovato tra le stoviglie sporche in un cortileWWF Russia

L'organizzazione ritiene che la soluzione a questo problema potrebbe essere la creazione di punti di alimentazione naturale utilizzando il cibo lasciato dai trichechi, altri abitanti della regione.

"Recentemente siamo riusciti a mantenere un cucciolo d'orso con cibo naturale: i pattugliatori della Bear Patrol lo hanno aiutato a mangiarlo, lo hanno protetto e dopo alcuni mesi questo orso se n'è andato ed è stato in grado di cacciare da solo" dice Semenova.

Gli esperti non hanno ancora abbastanza informazioni per dare una valutazione qualitativa dell'iniziativa, ma i primi risultati sono stimolanti. "Per la prima volta è diventata una questione, e forse in questo modo un numero significativo di orsi potrà essere salvato" dice Semenova.

Dopo l'esperimento, il WWF prevede di "seguire la strada della creazione di siti di riabilitazione naturale". "Questo è un nuovo obiettivo per noi. Il suo successo è ancora in discussione".