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Istanbul, in marcia contro la povertà e per gli aumenti salariali

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Di Euronews
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Istanbul, in marcia contro la povertà e per gli aumenti salariali
Diritti d'autore  YASIN AKGUL/AFP

Migliaia di persone in marcia a Istanbul per denunciare l'aumento della povertà nel Paese e per chiedere un incremento del salario minimo.

La Turchia è nella morsa di una pesante crisi monetaria: la lira ha toccato i minimi storici contro il dollaro, perdendo quasi il 30 per cento di valore solo nell'ultimo mese.
L'inflazione annuale ha superato il 20%, decimando il potere d'acquisto dei turchi.

ll presidente Erdoğan ha chiesto alla popolazione di avere fiducia nel modello economico adottato dal governo: l'obiettivo prefissato è quello di tenere bassi i tassi di interesse per facilitare le esportazioni, con l'effetto collaterale di provocare però il crollo della lira e una crescente inflazione.

Per questo motivo, Erdoğan ha chiesto ai turchi di convertire in lire i propri risparmi in valuta estera per sostenere la nazione.
Ma i risparmiatori nazionali fuggono: attualmente la quota di depositi in valuta estera nelle banche è poco meno del 60%.

La situazione è tesa: le code davanti ai negozi alimentari e alle stazioni di servizio sono sempre più frequenti perché le continue fluttuazioni dei tassi di cambio fanno temere ai consumatori un ulteriore aumento dei prezzi.
Il deprezzamento della lira ha scompaginato le economie familiari e della classe media, interrotto la fornitura di alcuni farmaci e fermato brevemente le vendite di altre importazioni come i telefoni cellulari.

In vista delle elezioni del 2023, il presidente turco ha promesso incrementi salariali che potrebbero però non essere sufficienti a coprire l'inflazione.