This content is not available in your region

Omicron, contromisure al vaglio

Access to the comments Commenti
Di Euronews
euronews_icons_loading
Il laboratorio che ha scoperto il ceppo Omicron
Il laboratorio che ha scoperto il ceppo Omicron   -   Diritti d'autore  AP Photo

Di fronte alla rapida diffusione della variante Covid Omicron, ceppo potenzialmente più contagioso, i paesi dell'UE stanno spingendo l'acceleratore sulla campagna di rivaccinazione. Cambia il concetto di l'intervallo ragionevole e, ora si valutano richiami piè ravvicinati.

Marco Cavaleri, responsabile della strategia dei vaccini presso l'Agenzia europea dei medicinali (EMA) fa il punto:

"Mentre l'attuale raccomandazione è di somministrare il richiamo preferibilmente dopo sei mesi, i dati attualmente disponibili supportano la somministrazione sicura ed efficace di un richiamo già dopo tre mesi dal completamento della vaccinazione primaria, se un intervallo così breve è auspicabile dal punto di vista della salute pubblica."

Per l'OMS la vaccinazione obbligatoria dovrebbe essere introdotta solo come "ultima risorsa", mentre in Europa il dibattito resta molto acceso e si continua a valutare anche questa soluzione per contenere la quinta ondata di contagio. L'Austria ha fatto da apripista: è stato il primo paese dell'Unione con una scelta in controtendenza con la sua stessa storia. L'obbigo vaccinale entrerà in vigore a febbraio salvo clamorose sorprerse in sede parlamentare.

Per Karoline Edtstadler, ministro degli affari costituzionali, non c'era altra soluzione:

"Abbiamo avuto innumerevoli discussioni nelle ultime settimane con i rappresentanti dei giovani e degli anziani, con le società religiose, con i rappresentanti delle professioni sanitarie, con gli scienziati, con i sociologi e con gli economisti. La conclusione in tutte queste discussioni era sempre chiara: abbiamo bisogno di un obbligo generale di vaccinazione qui in Austria per uscire da questa pandemia".

Controlli serrati negli aeroporti

Intanto in Portogallo Ventuno compagnie aeree e 591 passeggeri sono stati multati negli aeroporti nella prima settimana caratterizzata dallo stato di calamità. I passeggeri che sbarcano devono avere un test covid-19 negativo o un certificato di guarigione. Le compagnie aeree che trasportano passeggeri senza un test negativo possono incorrere in una multa tra i 20.000 e i 40.000 euro per viaggiatore,

Il Portogallo è in uno stato di calamità a causa dell'aumento del numero di casi di COVID-19 e queste regole di frontiera sono in vigore fino al 9 gennaio 2022.