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LICIACube, la tecnologia spaziale italiana al servizio della difesa planetaria

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Di Claudio Rosmino
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Torino, test di laboratorio del Nano satellite LiciaCube
Torino, test di laboratorio del Nano satellite LiciaCube   -   Diritti d'autore  argotec

La sonda DART (Double Asteroid Redirection Test) della Nasa, decollata lo scorso 24 novembre, dalla base californiana di Vandenberg, è in volo verso lo spazio profondo con a bordo un importante contributo della tecnologia spaziale italiana.

Obiettivo della missione colpire un asteroide per testare la capacità di deviarne la traiettoria.

A circa undici milioni di km dalla Terra, il nanosatellite LICIACube, concepito e prodotto dalla startup torinese Argotec, sarà il testimone diretto dell'impatto (diventando così l'oggetto made in italy ad andare più lontano nello spazio). 

"Scatterà tutta una serie di immagini fotografiche durante e dopo l'impatto - spiega David Avino, fondatore e CEO di Argotec - e poi farà quella che noi chiamiamo una manovra di evasione, cioè cercherà di evitare di capitare all'interno di questa nuvola di detriti che verranno rilasciati dall'impatto della sonda madre contro l'asteroide. Appena si sarà messa in una situazione di comunicazione verso la Terra, comincierà a mandare tutte le immagini che sono state scattate durante l'impatto"

La minaccia che viene dallo spazio

Da scenario degno di un film di fantascienza (ricordiamo "Armageddon" e "Deep Impact"), la potenziale collisione di asteroidi con la Terra è per gli scienziati un rischio oggettivo, che richiede dunque la definizioni di piani d'emergenza da parte delle agenzie spaziali. 

In questo contesto la tecnologia di LICIACube è una sfida nella sfida, come spiega Avino:"E' una missione molto complicata perchè al mondo non è mai stata tentata una cosa del genere, sia per quanto riguarda la sonda principale che per i satelliti di piccole dimensioni, perchè noi abbiamoo dovuto condensare altissima tecnologia all'interno di un volume molto ristretto, perchè 14 kg significano 30x20X10 cm, condensati all'interno di un volume molto molto piccolo"

Luna e Marte, prossima frontiera

L'odissea nello spazio della start up torinese prevede tappe ambiziose. Per il prossimo ritorno sulla Luna (missione Artemis) e le future missioni umane su Marte, gli ingegneri di Argotec stanno lavorando a una rete di satelliti di piccola grandezza per assicurare i collegamenti con la Terra.

"Non stiamo lavorando solo sulla Luna - dice il fondatore di Argotec, Avino - ma grazie all'Agenzia Spaziale Europea siamo responsabili di un sistema per fare si che si crei anche un network, cioè una rete di potenziali sistemi di comunicazione per comunicare anche con Marte, da Marte e verso Marte"

Journalist • Claudio Rosmino

Risorse addizionali per questo articolo • Argotec