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Venezia, la battaglia degli attivisti contro le onde prodotte dalle imbarcazioni a motore

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Di Euronews
Protesta a Venezia
Protesta a Venezia   -   Diritti d'autore  AP Photo

Una battaglia contro le onde che, a Venezia, è come quella di Chisciotte nella Mancia dei mulini a vento.
La ingaggia la rete delle associazione veliche e remiere, operativa in Laguna. 

Il problema è che, se mezzo secolo fa circolavano poco più di 12mila imbarcazioni a motore, adesso sono tra le 80 e le 100mila.
Il moto ondoso prodotto rende difficile la navigazione delle barche più piccole e danneggia rive ed edifici.

Gli attivisti chiedono un pubblico registro natanti e controlli più severi su tutte le imbarcazioni a motore, anche in relazione all'effetto onda prodotto da velocità sostenute.

Tra le priorità individuate c'è la definizione di una "No wake zone", dove le imbarcazioni non possono lasciare la caratteristica scia, e quindi produrre i piccoli tsunami che in Laguna aggrediscono banchine e palazzi. 

Ma le aggressioni sono su più fronti, considerato che l****e imbarcazioni non sono soggette a vincoli anti inquinamento. L'unico limite da rispettare è quello delle quantità di zolfo presenti nel carburante.

ANDREAS SOLARO/AFP or licensors
Imbarcazioni a VeneziaANDREAS SOLARO/AFP or licensors

La protesta a pelo d'acqua si inserisce nel dibattito sui contenuti della proposta di legge per la salvagurdia di Venezia e della sua laguna, all'esame del Parlamento.