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Nord Stream 2, la mossa tedesca potrebbe far slittare a marzo l'avvio del gasdotto

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Di Debora Gandini
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AP Photo   -   Diritti d'autore  Stefan Sauer/(c) Copyright 2021, dpa (www.dpa.de). Alle Rechte vorbehalten

Mentre l’Europa resta con il fiato sospeso, Mosca e Berlino rassicurano che non ci sono motivi politici dietro la sospensione del processo di approvazione del controverso gasdotto Nord Stream 2.

Solo un intoppo burocratico fanno sapere dal ministero dell'Economia tedesco, sottolineando che lo stop dell’Agenzia delle reti è di tipo regolamentare e non ha nulla a che vedere con questioni di sicurezza o fornitura del gas. Cauta la reazione che arriva dal Cremlino. Secondo Dmitriy Peskov, portavoce del presidente Vladimir Putin, era chiaro che si doveva essere pazienti. Il progetto del gasdotto è importante sia per la Russia che per i consumatori europei. Ecco perché Mosca non intende interferire con il lavoro del regolatore.

La costruzione del Nord Stream 2 è stata completata nel mese di settembre. L’infrastruttura con una capacità totale di 55 miliardi di metri cubi all'anno ha come scopo quello di consegnare gas dalla Russia alla Germania attraverso il Mar Baltico. Lo stop dell’agenzia tedesca per problemi organizzativi e legali arriva alle porte dell’inverno e nel pieno di una crisi energetica per l’Europa.

Valery Vasiliev, vice presidente del Comitato per la politica economica del Consiglio della Federazione ritiene che le procedure di certificazione richiedono da due ai sei mesi. Intanto il tempo stringe e secondo indiscrezioni la mossa tedesca di sospendere il processo di approvazione del gasdotto potrebbe far slittare a marzo del prossimo anno la messa in servizio dell'infrastruttura.

La sospensione ha fatto schizzare i prezzi del gas alle stelle. Ora il consorzio Nord Stream 2, con sede in Svizzera, deve registrare una filiale regolamentata dalla legge tedesca per dimostrare di avere abbastanza fondi e indipendenza dalla società madre russa Gazprom prima che il periodo di certificazione di quattro mesi riprenda.

Stefan Sauer/(c) Copyright 2021, dpa (www.dpa.de). Alle Rechte vorbehalten
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Occhi puntati su Mosca

L’attenzione è rivolta tutta su Mosca e sulle rassicurazioni del Presidente russo Vladimir Putin che lo scorso mese aveva ordinato al colosso Gazprom di riempire gli impianti di stoccaggio che controlla in Germania e Austria. Finora però è stato registrato un limitato aumento delle forniture dalla Russia.

Mentre aumenta il rischio di passare l’inverno al freddo, o con interruzioni di energia, i paesi giocano le loro carte. L’entrata in funzione del gasdotto Nord Stream 2 permetterebbe al gas russo che arriva in Europa di bypassare l’Ucraina, ma da sempre gli Stati Uniti guardano con estrema diffidenza a un’opera che significa anche un ulteriore avvicinamento tra Berlino e Mosca. Il Cremlino continua a negare di voler fomentare la crisi per spingere la rialzo i prezzi del gas, assicurando che dal paese arriveranno scorta.