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Migranti al confine polacco, tafferugli; un giovane trovato morto

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Di Euronews
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Migranti nella regione di Grodno
Migranti nella regione di Grodno   -   Diritti d'autore  LEONID SHCHEGLOV/AFP or licensors

Cresce la preoccupazione per i circa 2000 migranti che sono bloccati al confine tra Kuznica e Bruzgi, con la Polonia che si rifiuta di farli passare e accusa la Bielorussia di impedire loro di lasciare la zona.

Igor Butkevich, vice capo del Comitato delle guardie di frontiera dello Stato bielorusso si occupa della prima assistenza :

"La parte bielorussa sta facendo di tutto per fornire assistenza. Abbiamo organizzato la fornitura di acqua al campo - ora non c'è alcun problema con l'acqua - così come legna da ardere, cibo, vestiti, coperte e così via". Aiuti umanitari, situazione di stallo: alle porte dell'Ue potrebbe crearsi un campo profughi permanente.

In mezzo il filo spinato, migranti e soldati polacchi si fronteggiano: questo sabato ci sono stati tafferugli e anche la Russia accusa la Polonia di usare le maniere forti.

Trovato morto un ventenne siriano

La tensione monta mentre si diffonde, tra l'altro, la notizia che un ventenne siriano è stato ritrovato morto. L'informazione è stata ufficializzata questo sabato. Il suo corpo è stato ritrovato nella foresta polacca dalla polizia polacca dopo la segnalazione di un forestale del villaggio di Wolka Terechowska. Ignote, ancora, le cause del decesso.

Intanto una settantina di migranti sono arrivati anche al confine con la Lituania dove li hanno accompagnati, hanno raccontato, le autorità bielorusse. Hanno camminato per alcuni chilometri lungo il confine ma non hanno cercato di varcare la frontiera.

Gas: Putin riprende Luhashenko

Mentre sono ormai settimane che i profughi mediorientali vengono inviati da Minsk verso il confine con l'UE, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko minaccia ritorsioni contro eventuali nuove sanzioni dell'Unione europea contro Minsk per lo stallo dei migranti. Annuncia l'intenzione di bloccare il gas e le merci che transitano in Bielorussia.

E non si è fatta attendere la reazione del presidente russo Vladimir Putin che si è mostrato sorpreso:

"Onestamente è la prima volta che sento parlare di ritorsioni perché io ho parlato con Lukashenko, di recente, e lui non mi ha mai accennato a questa possibilità. Ma forse potrebbe farlo. Anche se non ne verrebbe nulla di buono e io, naturalmente, gli parlerò per capire se non lo abbia detto semplicemente in un momento di irritazione".

Putin ha aggiunto anche che è necessario stabilire un contatto diretto tra l'Unione Europea e la Bielorussia per risolvere al più presto la crisi dei migranti; attesa, dunque, per il colloquio Merkel- Lukashenko, uno degli ultimi atti della cancelliera.