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Gloria Steinem: "Le persone che si battono per gli altri continuano a ispirarmi"

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Di Tokunbo Salako
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Gloria Steinem: "Le persone che si battono per gli altri continuano a ispirarmi"
Diritti d'autore  euronews

Gloria Steinem, attivista, scrittrice e veterana dei diritti delle donne, ha ricevuto il Premio Principessa delle Asturie 2021 per le scienze umane e la comunicazione. Tokunbo Salako l'ha incontrata a Oviedo poco prima prima che ricevesse la più alta onorificenza spagnola.

C'è una lista illustre di persone che hanno ricevuto il premio Principessa delle Asturie. Mi permetta di iniziare chiedendole come ha cominciato. Quando è diventata una femminista? Credo che in un certo senso lo sia sempre stata. Mi sono sempre sentita come i bambini che dicono ai genitori "tu non sei il mio capo". Poi c'è un lungo periodo in cui uno prova a inserirsi, in cui si obbedisce alla ricerca di approvazione e si affrontano disparità di trattamento, prima che in noi riaffiori quel sentimento naturale che ci fa capire che siamo tutti ugualmente importanti. Per quanto mi riguarda, non ho mai fatto parte di un movimento per le donne fino a quando non ho raggiunto i trent'anni. Quindi, a prescindere dai miei sentimenti personali, non avevo capito che ci potesse essere un movimento.

Come descriverebbe i cambiamenti? È stanca dopo essere stata un'attivista per così tanto tempo? Sente che le cose sono cambiate drasticamente o no?
No, quando vedo alcuni fattori come la disparità di salario o l'impossibilità di mantenere il proprio nome, non posso non pensare a sessismo, razzismo e pregiudizi di gruppo. Quando ero una giornalista senza lavoro, e di conseguenza non facevo parte di nessuna grande organizzazione, ho sperimentato alcun forme di pregiudizio - ad esempio il tipo di incarichi che mi affidavano - che non avrei sperimentato se avessi fatto parte di una grande organizzazione.

Lei ha scritto molto sul fatto di avere abortito a Londra. Guardando al caso del Texas, come si sente a proposito di quello che sta accadendo nel suo paese?
In Texas la stragrande maggioranza della gente è d'accordo sul fatto che una donna dovrebbe essere in grado di decidere cosa fare del suo corpo, ma ci sono quattro o cinque uomini nella legislatura che lo stanno impedendo. Il controllo della riproduzione è alla base del pregiudizio, del patriarcato. Solo le donne hanno l'utero, quindi il desiderio, il bisogno politico di controllare l'utero delle donne, la natura stessa del patriarcato, esiste fin dai tempi di Hitler. La prima cosa che Hitler ha fatto - e ricordiamoci che Hitler è stato eletto - la prima cosa che ha fatto è stata quella di chiudere le cliniche familiari e dichiarare l'aborto un crimine contro lo stato. Non è stato neanche il papato a imporre questa visione, è stato Napoleone III a chiedere al Papa di rendere l'aborto illegale perché voleva più gente per i suoi eserciti. È sempre stata una questione pragmatica e di controllo, la religione non c'entra in questo caso; e siccome le donne hanno l'utero, combattiamo l'aborto fin da allora. In questo senso è come il razzismo, è un sistema.

Lei si è spesso descritta come un'eterna sognatrice. Cosa la ispira oggi e cosa la fa arrabbiare?
Queste sono due grandi domande... Quello che mi ispira sono tutti gli esempi, gli innumerevoli esempi, di persone che si battono per se stesse e per gli altri... contro enormi difficoltà... contro la povertà... contro i pregiudizi... contro l'insegnamento religioso. Quando vedo qualcosa del genere mi sento ispirata. In ogni paese in cui sono stata nella mia vita, ho visto bambini dire a qualcuno "tu non sei il mio capo"... Anche questo è un gesto che mi ispira.

Sembra edificante, senza dubbio. E cosa la fa arrabbiare? **Ha ancora lo stesso fuoco degli inizi?
**Ci siamo appena liberati di un presidente accidentale come Trump...

Sta lanciando un suo social media... Spero che nessuno lo segua. Trump non è stato eletto dalla maggioranza degli americani. È il nostro sistema elettorale basato sul collegio elettorale che gli ha permesso di essere eletto. È stato certamente molto irritante, il livello di menzogne, la sua sua stessa presenza, l'assalto al Campidoglio da parte dei suoi sostenitori. E anche la semplice ingiustizia di vedere i buoni soffrire e i cattivi trionfare.

Stiamo assistendo a una nuova fase del movimento di protesta per i diritti delle donne, che ruolo hanno i social media?
Mi preoccupa il fatto che nel mondo ci sia un numero sproporzionato di donne che non ha accesso ai social media o che non ha accesso all'elettricità. Ci sono donne che vivono in zone senza tutte queste cose. Questo mi preoccupa perché sembra che il mondo si stia polarizzando tra chi ha accesso alla tecnologia e chi non ce l'ha. Lo stesso vale per l'accesso all'assistenza sanitaria. E così l'accesso viene prima ancora del contenuto. Vorrei che lassù ci fosse un satellite che garantisse l'accesso a internet a tutti, così almeno potremmo avere tutti le stesse possibilità di comunicare.

Vorrei farle una domanda sulla sua vita on the road. Ha trascorso così tanto tempo viaggiando, che le sue esperienze sono finite sul grande schermo in una produzione di Hollywood chiamata "The Glorias". È** contenta del risultato?**
Sì, perché non è una grande produzione di Hollywood! È un tipo di film molto particolare basato sul mio libro "On the Road". Mi sono fidata completamente della regista, penso che abbia fatto un lavoro meraviglioso.

Com'è stato vedere se stessa, o, meglio, la se stessa interpretata da varie attrici?

Beh, naturalmente non sei mai tu sullo schermo. Quattro attrici diverse che mi interpretano in età diverse. Alcune scene erano basate su fatti reali e non so come... Voglio dire, non erano nemmeno nel mio libro quindi non so come abbiano fatto. Il vagone del treno di terza classe con le donne, in India, è esattamente come me lo ricordavo. È stata quasi un'esperienza mistica.

Deve essere magico vedere sul grande schermo le esperienze che ha vissuto. Guardando indietro alla sua vita, a tutto quello che ha ottenuto e alle cose che ha detto: come le piacerebbe essere ricordata? È difficile. È una domanda che facevo agli altri come giornalista, quindi credo sia giusto che lei me lo chieda.

È giusto che io ribalti la situazione. Come una persona di buon cuore, che ha cercato di rendere il mondo un posto po' più giusto e compassionevole di quanto non fosse prima.