Prima del vertice, Zelensky si è detto "sempre pronto" alle elezioni in Ucraina. Incontro con la premier di un'ora e mezza dopo il colloquio con Papa Leone XIV in mattinata
Una giornata intensa, quella romana, per Volodymyr Zelensky. L'incontro a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni, iniziato poco dopo le 15, è durato circa un'ora e mezza.
Intercettato prima del meetng da Repubblica e Messaggero, il leader ucraino ha detto di "fidarsi di Meloni" nei negoziati di pace, aggiungendo "credo ci aiuterà" e di essere "sempre pronto" alle elezioni, in risposta alle critiche di Donald Trump che ha detto di ritenere necessario il voto in Ucraina.
Della delegazione ucraina facevano parte anche il capo dei negoziatori Rustem Umerov e il ministro degli Esteri Andriy Sybiha.
Con Meloni "abbiamo avuto un colloquio eccellente e molto approfondito su tutti gli aspetti della situazione diplomatica. Apprezziamo il ruolo attivo dell'Italia nel generare idee concrete e definire misure per avvicinare la pace. L'ho informata sul lavoro del nostro team negoziale e stiamo coordinando i nostri sforzi diplomatici. Contiamo molto sul continuo sostegno dell'Italia: è importante per l'Ucraina", ha poi scritto Zelensky su X.
"Desidero anche esprimere la mia gratitudine per il pacchetto di assistenza energetica e per le attrezzature necessarie: è esattamente ciò che sosterrà le famiglie ucraine", ha aggiunto.
"L'Italia continuerà a fare la propria parte". Così Giorgia Meloni nel corso dell'incontro a Palazzo Chigi con Zelensky, secondo quanto riporta una nota di Palazzo Chigi. "Nel corso dell’incontro - rende noto Palazzo Chigi - i due leader hanno analizzato lo stato di avanzamento del processo negoziale e condiviso i prossimi passi da compiere per il raggiungimento di una pace giusta e duratura per l’Ucraina".
I due leader hanno inoltre ricordato l’importanza dell’unità di vedute tra partner europei e americani e del contributo europeo a soluzioni che avranno ripercussioni sulla sicurezza del continente. Pari attenzione è stata rivolta, nel corso del colloquio, ai temi della definizione di robuste garanzie di sicurezza che impediscano future aggressioni e del mantenimento della pressione sulla Russia affinché sieda al tavolo negoziale in buona fede".
Meloni "ha infine ribadito la solidarietà al popolo ucraino e assicurato che l’Italia continuerà a fare la sua parte anche in vista della futura ricostruzione dell’Ucraina".
Il tempo stringe, domani il piano
Nel corso della telefonata di due ore di sabato scorso, gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner hanno fatto pressione su Volodymyr Zelensky per avere una risposta nel giro di 'giorni' su una proposta di pace che avrebbe richiesto all'Ucraina di accettare perdite territoriali in cambio di garanzie non specificate.
Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali Zelensky ha riferito alle controparti europee di essere stato pressato dagli inviati di Trump per prendere una decisione rapida. La tempistica proposta a Kiev indica che Trump spera in un accordo entro Natale.
Il presidente ucraino ha dichiarato oggi che intende inviare nelle prossime a Washington il piano aggiornato per porre fine alla guerra con la Russia, dopo le modifiche apportate in seguito ai colloqui con gli alleati europei. "Stiamo lavorando oggi e continueremo domani. Credo che lo consegneremo domani", ha detto Zelensky in risposta alla domanda di un giornalista che chiedeva se l'Ucraina avesse già inviato il piano agli Stati Uniti.
L'arrivo di Zelensky a Roma
L'auto di Zelensky è entrata all'interno della sede del governo mentre in via del Corso, dietro le transenne, numerose persone hanno atteso il passaggio del corteo presidenziale e alcune di loro hanno esposto bandiere ucraine.
All'arrivo del presidente ucraino erano ancora presenti i partecipanti al flash mob di +Europa pensato per esortare gli europei a "reagire" dopo "l'attacco di Trump all'Europa", organizzato accanto a Palazzo Montecitorio. Presenti anche i deputati Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova di +Europa, Filippo Sensi del Pd, Giulia Pastorella di Azione e l'esponente di Europa Now Eric Joseph.
I partecipanti hanno esposto uno striscione composto dalle 27 bandiere dell'Ue cucite insieme, con al centro quella dell'Ucraina in un simbolico abbraccio.
Per Magi, che ha chiesto al governo di "uscire dall'ambiguità", "l'Ucraina sta difendendo i valori dell'Europa, dello Stato di diritto, della democrazia liberale, la sua vicenda riguarda il futuro di sicurezza dell'intera Europa".
In mattinata Zelensky accolto da Papa Leone XIV
Il vertice a Palazzo Chigi arriva dopo la visita in Vaticano tra il presidente ucraino e Papa Leone XIV. La giornata italiana di Zelensky è iniziata con l'incontro alle 9:40, quando è arrivato a Castel Gandolfo, dove si trova il Pontefice in queste ore.
Al termine del colloquio, durato circa trenta minuti il Pontefice e il suo ospite si sono affacciati insieme al balcone di villa Barberini, la residenza della Santa Sede nella cittadina alle porte di Roma.
Il Papa ha ribadito la "necessità di continuare il dialogo" e rinnovato il "pressante auspicio che le iniziative diplomatiche in corso possano portare ad una pace giusta e duratura".
Durante il "cordiale" colloquio, il quale ha avuto al centro la guerra in Ucraina - fa sapere la Sala Stampa della Santa Sede - non è mancato il riferimento alla questione dei prigionieri di guerra e alla necessità di "assicurare il ritorno dei bambini ucraini alle loro famiglie".
Zelensky ha poi fatto sapere su Telegram di aver informato Leone "sul lavoro diplomatico con gli Stati Uniti" e di aver "parlato degli ulteriori sforzi e della mediazione del Vaticano per il ritorno dei nostri bambini, rapiti dalla Russia".
Apprezzando il sostegno del Papa e della Santa Sede, il presidente ucraino ha anche invitato Leone a visitare il Paese, visita che ha sarebbe "un forte segnale di sostegno" per il popolo ucraino.
Zelensky in Italia dopo le critiche di Trump a Europa e Ucraina
"Penso che siano deboli". In un'intervista rilasciata a Politico, Donald Trump ha attaccato ancora una volta i leader europei, aggiungendo poi "credo che vogliano essere politicamente corretti". "Penso che non sappiano cosa fare, l'Europa non sa cosa fare", ha aggiunto.
E riguardo alla guerra in Ucraina: "Parlano ma non producono. E la guerra continua ad andare avanti e avanti".
Il presidente degli Stati Uniti ha anche detto di ritenere che "sia il momento di indire le elezioni in Ucraina".
"Stanno usando la guerra per non farlo, ma il popolo ucraino dovrebbe avere questa scelta. Parlano di democrazia, ma si arriva a un punto in cui non è più una democrazia", ha aggiunto Trump.