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I tormenti della Chiesa francese sul report pedofilia

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Di Euronews
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Il presidente della Cef, Eric de Moulins-Beaufort
Il presidente della Cef, Eric de Moulins-Beaufort   -   Diritti d'autore  GEORGES GOBET/AFP or licensors
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Un passo indietro dopo le dichiarazioni da lui stesso definite ''maldestre''.
In seguito all'incontro con il ministro dell'Interno, Gérald Darmanin, che ha esortato i sacerdoti a conoscenza di episodi di pedocriminalità a parlare con le autorità francesi, il presidente della Conferenza episcopale francese ha fatto dietrofront: "Il segreto della confessione passa in secondo piano, se in ballo c'è la tutela dei bambini", ha detto il religioso.

Eric de Moulins-Beaufort aveva dichiarato che il segreto della confessione era "più forte delle leggi della Repubblica" e non poteva quindi essere infranto.
Una posizione ammorbidita all'indomani della diffusione del rapporto della commissione d'inchiesta Sauvé sulla pedofilia nella Chiesa.

"Sappiamo che l'intrusione di un adulto nello sviluppo sessuale di un bambino è un trauma che il piccolo si porterà dietro per il resto della sua vita - ha dunque commentato il presidente della Conferenza episcopale - Così, oggi non possiamo far finta che i bambini dimentichino, che è forse una delle ragioni per cui la loro sofferenza è stata trascurata. Dobbiamo tenere conto di questo fatto nella Chiesa e nella società".

Secondo il report Sauvé, sono circa 216mila le vittime di abusi sessuali da parte di preti cattolici in Francia dal 1950 ad oggi.
Il report, che si basa sugli archivi della Chiesa, dei tribunali e della polizia, nonché sulle interviste alle vittime, afferma che circa 3.000 pedofili, due terzi dei quali sacerdoti, hanno lavorato nella Chiesa in quel periodo.

L'inchiesta è stata commissionata dalla stessa Chiesa cattolica francese nel 2018.