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Serbia-Russia, alleanze sul prezzo del gas

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Di Debora Gandini
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Serbia-Russia, alleanze sul prezzo del gas
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In un momento dove la crisi del settore energetico si sta facendo sentire in tutta Europa, la Serbia spera di ottenere un prezzo del gas più basso. Nel corso dei colloqui tra il Presidente Aleksandar Vučiće il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, Belgrado ha fatto leva sul nuovo gasdotto Turkish Stream, che va dalla Russia all’Ungheria, passando dalla Turchia e dalla Serbia.

Nel corso dell’incontro Vucic ha sottolineato che il Paese non applicherà la tassa prevista come paese di transito se Mosca accetterà di applicare uno sconto sul costo corrente. Per Russia e Serbia la recente crisi dei prezzi dell’energia è la conseguenza della politica "troppo verde" dell'Unione europea, conseguenza anche dello , smantellamento dei settori energetici "tradizionali" e dell'introduzione di una tassa sul carbonio troppo dura.

Da parte sua Lavrov ha respinto con forza le affermazioni di Bruxelles secondo cui la Russia in questo modo usa "la leva del gas" per fare pressione sulla Serbia e sui Balcani occidentali. “Nelle nostre relazioni con Belgrado, così come con altri paesi in questa regione, ha detto il ministro russo, le nostre linee guida sono sempre state di rivolte a favorire vantaggi ed equilibrio reciproci.”

Secondo recenti analisi di mercato il nodo della questione ruota invece attorno alla Russia. Il Paese questa estate ha rifornito l’Europa nordoccidentale con volumi di gas inferiori rispetto agli anni precedenti alla pandemia: tra settembre e ottobre sono calati di circa il 17 per cento. Per Vucic e Putin non è in atto alcuna cospirazione, la percezione europea secondo i due paesi è esagerata.