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Agenzia internazionale dell'energia: "Mosca fornica più gas all'Europa"

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Di Debora Gandini
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Agenzia internazionale dell'energia: "Mosca fornica più gas all'Europa"
Diritti d'autore  Marc Israel Sellem/Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved.
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Stangata in arrivo per milioni di famiglie, anche a causa delle recenti tensioni con Mosca. Il costo dell’energia in Europa negli ultimi mesi ha fatto registrare grandi aumenti, che potrebbero diventare ancora più consistenti con l’arrivo dell’inverno.

Nelle ultime settimane i prezzi del gas naturale hanno raggiunto livelli senza precedenti. Da maggio 2020 si è passati da un minimo storico di 3,6 euro Megawatt-ora. a un massimo storico di 75 euro a metà settembre. Secondo l’Agenzia internazionale dell'energia la Russia, pur adempiendo ai suoi contratti a lungo termine con le controparti europee, potrebbe fare molto di più per aumentare la disponibilità di gas in Europa in vista della stagione fredda.

Secondo il Direttore Mercati dell’Agenzia, Keisuke Samadori, è necessario assicurarsi che ci sia lo stoccaggio adeguato per i prossimi mesi per far fronte a un aumento della domanda di gas e quindi di riscaldamento. “Se l'inverno in Europa sarà piuttosto rigido, prevediamo che la domanda di gas aumenterà, a questo va aggiunto anche un aumento dovuto alla ripresa delle attività dopo il periodo di chiusure da Covid-19".

Alcuni danno la colpa allUnione Europea e ritengono che questo aumento sia causato dal green deal europeo con l’obiettivo di diventare il primo continente climaticamente neutro entro il 2050. Altri credono invece che questo processo di transizione sia addirittura troppo lento. La Commissione Europea sta monitorando “molto da vicino” l'evoluzione dei prezzi dell'energia elettrica e punta a soluzioni a lungo termine come investimenti nel risparmio energetico e nelle rinnovabili.

I nodi da sciogliere per l'Europa

Il grande nodo da sciogliere sono le riserve di gas naturale che in Europa sono ai loro minimi storici dal 2013 e rispetto a un anno fa, i paesi europei dispongono del 25 per cento di gas in meno. La scarsità è stata determinata in primo luogo da una stagione fredda più lunga del solito nella prima metà del 2021, fattore che ha portato i gestori ad attingere dalle riserve, senza poter ottenere maggiori forniture.

Secondo punto riguarda la ripresa delle attività produttive che hanno iniziato a funzionare, quasi a pieno regime, dopo i lockdown dovuti alla pandemia. Questo ha portato a un ulteriore richiesta di maggiori quantità di gas ed energia elettrica.

Domanda e offerta però non viaggiano sullo stresso binario. Le attività di estrazione si sono ormai ridotte sia nel Regno Unito sia nei Paesi Bassi, storicamente tra i principali fornitori europei, e la produzione in Norvegia ha subìto un forte rallentamento a causa di grandi attività di manutenzione agli impianti.

Le riserve della Russia

Terzo punto: la vicenda Gazprom. I paesi europei hanno stretto accordi con l’azienda statale russa che estrae e distribuisce circa un terzo del gas impiegato in Europa. Mosca tuttavia, negli ultimi mesi, ha allentato i flussi attraverso i propri gasdotti che passano in Bielorussia, Polonia e Ucraina, facendo pressioni per il completamento del Nord Stream 2, il nuovo grande gasdotto che passa sotto il Mar Baltico, raggiungendo direttamente la Germania.

Un’infrastruttura al centro di polemiche, Il gasdotto è quasi del tutto completato ma mancano ancora le autorizzazioni da parte europea. Un problema che potrebbe pesare su bollette e riscaldamento.

Risorse addizionali per questo articolo • ANSA, Reuters