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Kabul: un'altra protesta delle donne

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Di Eloisa Covelli Agenzie:  Afp, Ap
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Kabul: un'altra protesta delle donne
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Le donne sfidano i talebani. Questa domenica hanno sfilato per una decina di minuti sulle vie di Kabul per i loro diritti. Un rischio, ora che le manifestazioni sono vietate. Niente scuole superiori, niente lavoro, le donne afghane hanno fatto un balzo indietro di 20 anni.

Nell'Islam le donne hanno più diritti. Perché ce li stanno togliendo? Vogliamo che le scuole riaprano anche per le ragazze. Vogliamo tornare a lavoro. Tutti dovrebbero tornare a lavorare come prima. Non chiediamo niente di più.
Basira Tawana
manifestante
L'ideologia talebana ci sta portando 20 anni indietro. Le donne sono preoccupate che le conquiste di questi 20 anni vengano annullate. Per questo stanno scappando dal Paese.
Marzia Ahmadi
attivista

Nel comune di Kabul, le donne sono state sostituite dagli uomini. Rimangono solo per pochissimi ruoli, ritenuti femminili. Il nuovo sindaco talebano, Molavi Hamdullah Nomani, ha annunciato in una conferenza stampa che le donne resteranno a casa e saranno pagate. Rappresentano il 27% dei 2.930 impiegati.

Escluse dal governo, dal lavoro, dalla scuola. Possono uscire di casa solo se accompagnate e con indosso l'hijab. Persino il ministero per gli Affari femminili si è trasformato in un dicastero per la "promozione della virtù e la prevenzione del vizio". Anche qui ovviamente le donne sono state messe alla porta.