Donald Trump ha dichiarato che il conflitto in Iran è quasi concluso, ma ha minacciato di colpire il Paese "venti volte più forte" in caso Teheran bloccasse i flussi di petrolio. Teheran ha lanciato attacchi contro obiettivi nel Golfo, tra cui Emirati Arabi Uniti e Kuwait, e contro Israele
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che la guerra in Iran potrebbe concludersi “molto presto”, ma ha lasciato aperta la possibilità di un'escalation dei combattimenti qualora le forniture globali di petrolio venissero interrotte dall'Iran.
L’Iran ha infatti minacciato di bloccare completamente le esportazioni di greggio se gli attacchi israelo-statunitensi non si fermeranno, uno scenario che sta già spingendo verso l’alto i prezzi globali dell’energia.
Sul piano militare, Teheran ha lanciato nuovi attacchi con missili e droni contro obiettivi nel Golfo, tra cui Emirati Arabi Uniti e Kuwait, oltre a una nuova ondata di missili balistici verso Israele.
Le forze armate iraniane affermano di aver colpito la base aerea di Ramat David, l’aeroporto di Haifa e postazioni missilistiche a est di Tel Aviv.
Israele, dal canto suo, ha emesso nuovi ordini di evacuazione nel Libano meridionale, in particolare nelle città costiere di Tiro e Sidone, in vista di possibili operazioni contro le postazioni di Hezbollah.
Nel frattempo, all’Onu cresce lo scontro diplomatico: l’ambasciatore iraniano Amir-Saeid Iravani accusa il Consiglio di sicurezza di “chiudere un occhio” sulla guerra, denunciando oltre 1.300 civili uccisi e migliaia di feriti nel Paese.
La diretta termina qui. Gli aggiornamenti sul conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti riprenderanno domani.
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Diretta conclusa
Iran all’Onu: “Oltre 1.300 morti e quasi 10 mila siti civili colpiti e le Nazioni Unite chiudono un occhio"
Quasi 10 mila siti civili colpiti, tra cui circa 8 mila abitazioni, e oltre 1.300 morti. È il bilancio denunciato dall’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite, Amir-Saeid Iravani, che ha criticato il Consiglio di sicurezza per il suo “silenzio” sulla guerra in corso tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Intervenendo davanti al Consiglio di sicurezza, Iravani ha definito “deplorevole” il fatto che l’organo dell’Onu stia “chiudendo un occhio nonostante la sua responsabilità, secondo la Carta delle Nazioni Unite, di mantenere la pace e la sicurezza internazionale”.
“Se oggi è l’Iran, domani potrebbe essere qualsiasi altro Stato sovrano”, ha affermato il diplomatico, esortando la comunità internazionale ad agire per fermare la guerra e chiedendo agli Stati membri di condannare quella che Teheran definisce un’“aggressione” statunitense e israeliana, ritenuta una grave minaccia al diritto internazionale.
Iran rivendica attacco missilistico su Israele: colpite base di Ramat David, aeroporto di Haifa e obiettivi vicino Tel Aviv
Le Forze armate iraniane hanno rivendicato una nuova serie di attacchi contro Israele, sostenendo di aver colpito diversi obiettivi militari e infrastrutturali nel Paese.
Secondo quanto dichiarato dal quartier generale militare di Teheran all’emittente Al Arabiya, i missili iraniani hanno preso di mira la base aerea di Ramat David Airbase, l’aeroporto della città di Haifa e presunti lanciamissili situati a est di Tel Aviv.
Le autorità israeliane hanno confermato il lancio di missili dall’Iran verso il territorio israeliano, aggiungendo che i sistemi di difesa aerea sono stati attivati per intercettare i vettori in arrivo.
Nella foto: persone si rifugiano in una stazione della metropolitana mentre le sirene antiaeree avvertono dell'imminente attacco missilistico iraniano, a Ramat Gan, Israele, martedì 10 marzo 2026

Netanyahu agli iraniani: “Occasione unica per rovesciare il regime”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha lanciato un appello diretto alla popolazione iraniana invitandola a cogliere quella che ha definito “un’opportunità unica nella vita” per rovesciare il regime islamico.
In un messaggio pubblicato su X, Netanyahu ha scritto che l’ayatollah Ali Khamenei “non c’è più” e ha sostenuto che gli iraniani non vogliono che venga sostituito “da un altro tiranno”.
“Dovete agire. Stiamo creando le condizioni affinché possiate farlo. Quando sarà il momento giusto, e quel momento si sta avvicinando rapidamente, passeremo il testimone a voi. Siate pronti a cogliere l’attimo”, ha affermato il premier israeliano.
Chi è Ali Larijani, una delle figure centrali dell'Iran in guerra
I nostri colleghi di Euronews Farsi hanno tracciato un profilo del Consigliere per la sicurezza iraniano, considerato in questa fase una figura ancora più influente che in passato.
Iran: chi è Ali Larijani, il potente consigliere di Khamenei
Profilo di Ali Larijani: politico conservatore e figura chiave della sicurezza iraniana, vicino a Khamenei e protagonista della strategia di Teheran
Crisi energia: "Temporanea" per la Casa Bianca
Il "recente aumento dei prezzi del petrolio e del gas è temporaneo, e questa operazione porterà a prezzi della benzina più bassi nel lungo periodo", ha dichiarato la portavoce, Karoline Leavitt, rispondendo alle domande dei giornalisti. Quanto alla fine della guerra, che Trump ha detto avverrà a breve, Leavitt ha specificato che "le operazioni termineranno quando il comandante in capo stabilirà che gli obiettivi militari sono stati raggiunti, pienamente realizzati e che l'Iran è in una posizione di resa completa e incondizionata".
Casa Bianca: nessuna scorta nello stretto di Hormuz, si passa a "prossima fase" della guerra
Gli Stati Uniti passeranno presto alla prossima fase per smantellare la produzione missilistica dell'Iran, h detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, che ha anche smentito ufficialmente la rivelazioni che navi della marina Usa avrebbero iniziato a scortare le petroliere nello stretto di Hormuz, come annunciato dal segretario dell'Energia in un post su X e poi rimosso.
Pentagono conferma 140 feriti Usa nella guerra con l'Iran
È arriva la conferma della notizia riportata in precedenza dalla Reuters. 140 soldati statunitensi sono stati feriti nelle operazioni belliche finora, ha confermato il Dipartimento della Guerra (ex Difesa) degli Stati Uniti. "Di questi la maggioranza hanno feriti lievi e 8 sono seriamente feriti", ha dichiarato il portavoce del Pentagono, Sean Parnell.
Reuters: 150 soldati Usa feriti finora nella guerra, governo Usa fornisce dati su spese militari
Almeno 150 soldati americani sono rimasti feriti fino ad ora nella guerra contro l'Iran, sostiene Reuters citando fonti militari. Un bilancio di molto peggiore degli otto feriti gravi riportati ufficialmente dal Pentagono, oltre ai 7 decessi di militari riportati nei primi giorni del conflitto.
L'amministrazione Trump ha dichiarato invece di avere speso 5,6 miliardi di dollari in munizioni durante i primi due giorni di attacchi contro l'Iran in un rapporto fornito alle commissioni del Congresso degli Stati Uniti.
Premier Svezia: "Discutiamo con leader europei come ridurre prezzi carburanti ed elettricità"
"Seguiamo ora per ora come l'Europa è influenzata dagli sviluppi in Medio Oriente. Stasera incontrerò diversi colleghi primi ministri europei. Discuteremo di come insieme possiamo ridurre al meglio i prezzi dell'elettricità e del carburante mantenendo allo stesso tempo le chiare ambizioni climatiche dell'Ue per la nostra crescita e creando piu' posti di lavoro in Europa", ha detto il primo ministro svedese, Ulf Kristersson.
Kristersson ha parlato a margine della videoconferenza con alcuni leader Ue organizzata da Italia, Germania e Belgio. "Per il governo svedese è importante che i prezzi dell'energia rimangano bassi, nonostante la situazione in Iran", ha aggiunto. La premier Meloni parlerà domani in Parlamento della situazione in corso in Medio Oriente.
Witkoff: "Trump disposto ad ascoltare se gli iraniani vogliono dialogo"
L'inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff ha detto che il presidente Usa, Donald Trump, sarebbe disposto ad ascoltare gli iraniani se volessero negoziare. "Risolveremo la situazione in un modo nell'altro", ha detto all'emittente Cbs, "gente come gli iraniani capisce solo una cosa: un'alternativa peggiore se non fanno come chiede il presidente Trump".
Presa di mira Beit Shemesh, appena visitata da ministro esteri tedesco
L'Iran e Hezbollah hanno sparato contro la città israeliana di Beit Shemesh, a sudovest di Gerusalemme, dove poco prima si era recato in visita il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul. È la stessa area colpita già da un missile all'inizio della guerra, che aveva causato dieci morti.
Danimarca chiude ambasciata in Iran
Dopo l'Italia anche la Danimarca ha temporaneamente chiuso la sua ambasciata a Teheran e i suoi diplomatici hanno già lasciato il Paese, ha dichiarato il ministro degli Esteri Lars Lokke Rasmussen. La decisione risale ai giorni scorsi ha detto il ministro alla tv nazionale TV2 precisando che ora le relazioni diplomatiche con Teheran saranno gestite direttamente da Copenaghen.
Israele, feriti per lancio di razzo dal Libano
Israele afferma che alcuni razzi lanciati dal Libano hanno ferito diverse persone nella zona centrale del Paese. In una dichiarazione pubblicata su X, l'esercito ha specificato che la maggior parte dei razzi lanciati è stata intercettata, ma che due sono andati a segno. Un'indagine congiunta condotta dal Comando della Difesa Civile israeliana e dall'aeronautica militare ha rivelato che i razzi sono stati individuati ma non intercettati in tempo.
La mappa dei bombardamenti Usa
Il dipartimento della Guerra degli Stati Uniti (ex Difesa) ha pubblicato una mappa dei bombardamenti compiuti finora sull'Iran. Il segretario, Pete Hegseth ha detto oggi che ce ne saranno anche di peggiori.
The First Ten Days of Operation Epic Fury pic.twitter.com/gCmTckaP6Z
— Department of War 🇺🇸 (@DeptofWar) March 10, 2026
Arrestate 30 persone in Iran per spionaggio
Il ministero dell'Intelligence iraniano ha annunciato oggi l'arresto di 30 persone accusate di spionaggio, tra cui uno straniero, la cui nazionalità non è stata rivelata. Quest'ultimo "stava svolgendo attività di spionaggio per conto di due paesi del Golfo Persico in nome del nemico americano-sionista" ed è stato arrestato nel nord-est dell'Iran, ha affermato il ministero in una nota pubblicata dal portale di notizie online della magistratura Mizan.
Pasdaran, nuovi attacchi contro basi Usa nel Golfo e Israele
In una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane (Irgc) afferma di avere lanciato la 34ª ondata di attacchi contro obiettivi statunitensi e israeliani, utilizzando tre tipi di missili e un tipo di missile ipersonico.
Questa ondata ha preso di mira i soldati americani nella base aerea di al-Dhafra, vicino ad Abu Dhabi, e nella base aerea di Jufair in Bahrein, secondo quanto riportato nel comunicato, e diverse basi israeliane, “in particolare” la base aerea di Ramat David e l'aeroporto civile di Haifa. “I lanciamissili nascosti dell'esercito sionista a ‘Bnei Brak’, a est di Tel Aviv, sono stati colpiti da potenti missili iraniani”, ha aggiunto il comunicato.
Iran, Oms: la pioggia "nera" è un vero "pericolo" per la popolazione
L'Organizzazione mondiale della sanità ha avvertito martedì che la pioggia acida caduta in Iran dopo che sono stati colpiti depositi di carburante potrebbe essere molto dannosa per la salute. "La pioggia nera e la pioggia acida che ne consegue rappresentano davvero un pericolo per la popolazione, principalmente per le vie respiratorie, ha dichiarato il portavoce dell'Oms Christian Lindmeier in una conferenza stampa a Ginevra, aggiungendo che come consigliato dalle autorità locali è raccomandabile che la popolazione rimanga al riparo in casa.
Piogge acide e catene spezzate: costi ambientali della guerra in Iran
Medio Oriente, allarme degli esperti: i ‘regni dell’acqua salata’ a rischio, impianti di desalinizzazione e petroliferi nel mirino
Finora 270 missili e quasi 1500 droni contro gli Emirati
Dall'inizio della guerra l'Iran ha lanciato contro gli Emirati Arabi Uniti 262 missili balistici, 8 missili da crociera e 1.475 droni, hanno reso noto le autorità emiratine. Il bilancio è di sei morti e 122 feriti finora.
Italia, Germania e Regno Unito insieme per proteggere navigazione a Hormuz
Italia, Germania e Regno Unito intendono lavorare insieme a una serie di opzioni per proteggere le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, in risposta alle crescenti minacce dell'Iran. È l'impegno che emerge da un giro di telefonate lunedì sera tra i leader dei quattro Paesi europei, Giorgia Meloni, Keir Starmer e Friedrich Merz, di cui dà conto il governo britannico. L'intesa sottolinea anche "l'importanza vitale della libertà di navigazione" e prevede uno stretto coordinamento nei prossimi giorni.
Iran risponde a Trump: "Non abbiamo paura delle vostre minacce"
L'Iran avverte Donald Trump: "Fate attenzione a non essere eliminati voi, non abbiamo paura delle vostre minacce vuote", ha detto il capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, Ali Larijani, dopo che il presidente Usa aveva minacciato un attacco più duro se avesse bloccato il flusso di petrolio dallo Stretto di Hormuz.
Trump: guerra in Iran finirà “molto presto”
Il presidente degli Usa non ha comunque precisato né tempi né modalità per una cessazione delle ostilità. L’annuncio è stato fatto da Donald Trump dopo un coll…
Bahrein: distrutti 105 missili e 176 droni iraniani
Secondo l'agenzia di stampa Kuna, i sistemi di difesa aerea dl Bahrein hanno intercettato e distrutto 105 missili e 176 droni dall'inizio degli attacchi iraniani.
Attaccata la città industriale di Ruwais negli Emirati Arabi Uniti
Le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno detto che i vigili del fuoco stanno cercando di spegnere un incendio a Ruwais dopo un attacco di droni iraniani.
L'Abu Dhabi Media Office afferma che non sono stati segnalati feriti. "Le autorità dell'Emirato di Abu Dhabi stanno intervenendo in seguito a un incendio scoppiato in una struttura nella città industriale di Ruwais, causato da un attacco di droni. Finora non sono stati segnalati feriti", ha affermato l'ufficio stampa in una nota su X.
Ruwais si trova a circa 175 chilometri (110 miglia) a sud-ovest della capitale Abu Dhabi, nelle sue zone desertiche vicino al confine con l'Arabia Saudita. Ospita impianti petrolchimici.
Abu Dhabi authorities are responding to a fire that broke out at a facility in the Ruwais Industrial Complex, caused by a drone attack. No injuries have been reported at this time.
— مكتب أبوظبي الإعلامي (@ADMediaOffice) March 10, 2026
The public is reminded to obtain information from official sources only and to avoid spreading…
Forti esplosioni udite sopra Doha, riferiscono i giornalisti di Euronews sul posto
Nuovi avvisi di allerta sui telefoni cellulari e sirene attivate ancora una volta nella capitale del Qatar, hanno riferito i nostri colleghi di Euronews sul posto, che hanno affermato di aver sentito forti esplosioni dovute alle intercettazioni sopra Doha.
Al momento non si hanno notizie di danni.
Martedì scorso, il ministero degli Esteri del Qatar ha condannato gli attacchi dell'Iran. "Continuano gli attacchi contro le infrastrutture civili... e rimproveriamo qualsiasi giustificazione gli iraniani adducano per questi attacchi", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari.
Qatar: intercettato attacco missilistico
Il ministero della Difesa del Qatar ha affermato che le sue forze armate hanno intercettato un attacco missilistico diretto al Paese.
Ciò è avvenuto dopo che è stato diramato un allarme di "elevata minaccia" seguito da numerose esplosioni sopra la capitale Doha.
Peskov: offerta di mediazione della Russia "ancora sul tavolo"
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che la Russia è pronta a contribuire a mediare la fine della guerra in Medio Oriente.
Dopo la telefonata di lunedì tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Peskov ha affermato che le offerte di mediazione della Russia "sono ancora sul tavolo".
"La Russia è pronta a fornire assistenza al meglio delle sue capacità e sarà felice di farlo", ha dichiarato il portavoce del Cremlino.
Bahrein, attacco iraniano con missili e drone: almeno una persona morta e otto feriti
Il Bahrein è stato attaccato dallIran con tre missili e un drone, hanno dichiarato le autorità del Paese.
Un attacco ha colpito un edificio residenziale nella capitale Manama, uccidendo una donna di 29 anni e ferendone altre otto, ha affermato il ministero degli Interni.
L'Iran ha ripetutamente attaccato il Bahrein, che ospita la Quinta Flotta degli Stati Uniti.
Saudi Aramco: rischio catastrofe se Stretto di Hormuz viene bloccato
Con la chiusura dello Stretto di Hormuz si rischiano "conseguenze catastrofiche" a livello mondiale per il settore petrolifero, secondo la compagnia petrolifera statale saudita Aramco, il maggior esportatore di petrolio al mondo.
"Quanto più a lungo continueranno le interruzioni, tanto più drastiche saranno le conseguenze per l'economia mondiale", ha dichiarato il Ceo di Aramco Amin Nasser.
Dallo Stretto di Hormuz transita circa un quinto del petrolio mondiale.
Media Libano: attacco vicino alla città meridionale di Tiro dopo l'avvertimento israeliano
Martedì un attacco israeliano ha colpito un'area vicina alla città di Tiro, nel sud del Libano, hanno riferito i media statali libanesi, poco dopo che l’esercito israeliano aveva dichiarato che avrebbe preso di mira le infrastrutture di Hezbollah lì e aveva ordinato ai residenti di evacuare immediatamente.
Poche ore prima, l'Idf aveva avvertito che avrebbe colpito un edificio a Tiro e un altro nella città costiera di Sidone.
Onu: in Libano più di 100mila sfollati in 24 ore a causa dell'offensiva israeliana
Martedì le Nazioni Unite hanno dichiarato che più di 100mila persone sono state recentemente sfollate all’interno del Libano in sole 24 ore a causa della guerra in Medio Oriente.
"Ad oggi, più di 667mila persone in Libano si sono registrate sulla piattaforma online del governo (libanese) come sfollate”, ha affermato Karolina Lindholm Billing, rappresentante dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati in Libano. “Si tratta di un aumento di 100.000 in un solo giorno.”
"Si tratta di un ritmo di sfollamento più rapido rispetto al 2024", ha detto Billing ai giornalisti a Ginevra, parlando da Beirut.
Saudi Aramco: il gasdotto Est-Ovest raggiungerà la capacità nei prossimi giorni
Il colosso petrolifero saudita Aramco ha dichiarato che raggiungerà la capacità del suo oleodotto Est-Ovest “tra un paio di giorni” per immettere il suo prodotto sul mercato globale.
Amin Nasser, Ceo e presidente di Aramco, ha affermato che l'oleodotto ha una capacità giornaliera di sette milioni di barili.
“Dovremmo raggiungere la capacità massima tra un paio di giorni. Tutto è andato avanti con il riposizionamento delle petroliere da est a ovest,” ha detto Nasser. “Sapete, questa crisi è avvenuta all'improvviso e le petroliere devono riposizionarsi sulla costa occidentale per il carico.”
“La situazione nello Stretto di Hormuz sta bloccando ingenti volumi di petrolio provenienti dall'intera regione”, ha aggiunto il Ceo di Aramco, il maggior esportatore di petrolio al mondo.
L'oleodotto Est-Ovest invia petrolio al Mar Rosso per il trasporto. Saudi Aramco gestisce l'oleodotto dal centro di lavorazione del petrolio di Aqaiq, vicino al Golfo Persico, al porto di Yanbu sul Mar Rosso, evitando lo Stretto di Hormuz.
Il ministro degli Esteri tedesco Wadephul: non è necessario inviare navi da guerra e materiale militare a Cipro
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul afferma che non è più necessario inviare navi da guerra o altro materiale militare del suo Paese a Cipro o nel Mediterraneo orientale.
La scorsa settimana un drone iraniano Shahed ha colpito una base aerea britannica ad Akrotiri, sulla costa meridionale di Cipro. Wadephul ha elogiato Grecia, Francia e Italia per aver inviato navi da guerra nella regione, definendolo un “passo pragmatico”, aggiungendo che Berlino avrebbe rafforzato la presenza di una forza europea se necessario.
Dopo i colloqui con il suo omologo cipriota, Constantinos Kombos, Wadephul ha dichiarato di non avere informazioni di intelligence che indichino “una reale minaccia attuale” per Cipro o un altro paese europeo derivante dalla guerra in Iran.
Il ministro degli Esteri tedesco ha sottolineato che Berlino continuerà a monitorare la situazione, sottolineando che la situazione può cambiare rapidamente da un giorno all'altro.
Bloomberg: Paesi del Golfo riducono la produzione di petrolio
Secondo quanto riporta Bloomberg, diversi Paesi del Medio Oriente hano la produzione giornaliera di petrolio. L'Arabia Saudita ha ridotto la produzione di petrolio tra 2 e 2,5 milioni di barili al giorno, gli Emirati Arabi Uniti hanno tagliato la loro produzione di 500mila-800mila barili al giorno. Il Kuwait ha ridotto la produzione di mezzo milione di barili al giorno, e l'Iraq di circa 2,9 milioni.
Pasdaran: solo Teheran deciderà fine guerra, se attacchi Usa non si fermano stop a esportazioni greggio
Il corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) di Teheran ha dichiarato martedì che la fine della guerra sarà determinata solo dall'Iran.
L'Irgc ha avvertito che non permetterà nemmeno a "un litro di petrolio" di lasciare la regione se gli attacchi continueranno. "Saremo noi a determinare la fine della guerra", ha affermato Ali Mohammad Naini, portavoce dei pasdaran, secondo quanto riportato dai media statali.
Le dichiarazioni sono apparentemente una risposta ai commenti del presidente statunitense Donald Trump di lunedì, in cui ha fornito informazioni contraddittorie su quando Washington potrebbe cercare di porre fine alla sua guerra
Paesi del sud-est asiatico sollecitano il lavoro da remoto per contrastare aumento prezzi carburante
Il primo ministro thailandese Anutin Charnvirakul ha chiesto alle agenzie governative e alle aziende statali di esortare il personale che non ricopre ruoli a contatto con il pubblico a lavorare da casa.
Martedì il governo ha dichiarato che la Thailandia sospenderà anche i viaggi di formazione e studio all'estero. L’annuncio arriva mentre i paesi del sud-est asiatico si muovono per contrastare le interruzioni delle forniture di petrolio e gas e i loro costi crescenti derivanti dalla guerra in Iran.
Il governo vietnamita ha ordinato misure simili, ma ha anche esortato le persone a limitare l’uso dei propri veicoli privati.
I prezzi del carburante sono aumentati e si sono formate lunghe file fuori dalle stazioni di servizio mentre automobilisti e motociclisti si precipitano per assicurarsi di poter riempire i serbatoi.
Iran, il presidente del parlamento ribadisce: Teheran non cerca il cessate il fuoco
Martedì il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha respinto qualsiasi insinuazione che Teheran stesse cercando un cessate il fuoco nella guerra con gli Stati Uniti e Israele.
“Sicuramente non stiamo cercando un cessate il fuoco; crediamo che l'aggressore debba essere preso a pugni in bocca in modo che impari una lezione in modo che non pensi mai più di attaccare il nostro amato Iran,” ha scritto Ghalibaf in un post su X.
“Il regime sionista vede la sua vergognosa esistenza nella continuazione del ciclo ‘guerra-negoziazione-cessate il fuoco e poi di nuovo guerra’ per consolidare il suo dominio. Romperemo questo ciclo,” ha aggiunto il presidente del parlamento iraniano.
Netanyahu afferma che Israele continuerà a colpire l'Iran nonostante le indicazioni di Trump sulla fine della guerra "molto presto"
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto martedì che Israele continuerà a colpire l'Iran.
"Il nostro obiettivo è quello di indurre il popolo iraniano a liberarsi dal giogo della tirannia, in ultima analisi dipende da loro", ha affermato Netanyahu durante un incontro con i dirigenti del sistema sanitario e ospedaliero israeliano. "Ma non c'è dubbio che con le azioni intraprese finora stiamo rompendo loro le ossa", ha aggiunto il premier israeliano.
Apparentemente, la dichiarazione di Netanyahu contraddice le dichiarazioni rilasciate dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump nella tarda serata di lunedì, in cui aveva indicato che la guerra congiunta contro l'Iran finirà “molto presto”.
Il premier iracheno a Rubio: "Lo spazio aereo iracheno non deve essere usato contro i vicini"
Il primo ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani ha dichiarato al segretario di Stato Usa Marco Rubio che l'Iraq non dovrebbe essere utilizzato come rampa di lancio per attacchi nella guerra contro l'Iran.
L'Iraq confina con l'Iran ma anche con il Golfo, che la Repubblica islamica ha colpito con attacchi missilistici e con droni. Nel giro di poche ore dall'inizio della guerra, aerei da combattimento e missili provenienti da ogni direzione riempirono lo spazio aereo iracheno.
In una telefonata con Rubio, Sudani ha sottolineato "l'importanza di garantire che lo spazio aereo, il territorio e le acque irachene non vengano utilizzati per azioni militari contro i paesi vicini o la regione", ha affermato l'ufficio stampa del primo ministro.
Sudani ha respinto “qualsiasi tentativo di trascinare il Paese in conflitti in corso”, così come “le violazioni del suo spazio aereo da parte di chiunque”.
Il portavoce del dipartimento di Stato Usa Tommy Pigott ha affermato che Rubio "ha condannato fermamente gli attacchi terroristici dell'Iran e dei gruppi terroristici affiliati all'Iran in Iraq", compresa la regione del Kurdistan.
Sabato, i sistemi di difesa aerea hanno intercettato i razzi lanciati contro l'ambasciata statunitense a Baghdad.
Le difese aeree statunitensi ormai intercettano i droni quasi quotidianamente su Erbil, la capitale del Kurdistan, che ospita anche un complesso consolare statunitense.
Esercito iraniano rivendica attacco a raffineria israeliana ad Haifa
Secondo l'agenzia di stampa Tasnim, l'esercito iraniano ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma di aver lanciato un attacco con droni contro una raffineria di petrolio e gas israeliana e contro i serbatoi di carburante ad Haifa.
Idf: intercettato missile iraniano
L'esercito israeliano ha annunciato di aver intercettato un missile balistico lanciato dall'Iran verso il centro di Israele. Non ci sono né feriti né danni.
Israele ordina evacuazione immediata del Libano meridionale e a Tiro e Sidone
Il portavoce dell'Idf Avichay Adraee ha annunciato che Israele sta agendo "con la forza" contro Hezbollah a sud del fiume Litani e ha ordinato ai residenti del Libano meridionale di evacuare l'area. "Ribadiamo il nostro appello urgente affinché evacuiate immediatamente le vostre case e vi dirigiate immediatamente a nord del fiume Litani", ha scritto il portavoce su X.
Anche per le città costiere di Tiro e Sidone è stata disposta l'evacuazione in vista degli attacchi contro le postazioni di Hezbollah.
Idf: nuova ondata di missili iraniani su Israele
Le forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver individuato nuovi missili lanciati dall'Iran verso Israele. "I sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia", ha scritto l'Idf in un post sui social media.
L'esercito saudita intercetta un altro drone
Il portavoce del ministero della Difesa dell'Arabia Saudita ha affermato che l'esercito del Paese ha intercettato e distrutto un drone a est del governatorato di al-Kharj.
L'incidente si è verificato poche ore dopo l'intercettazione di due droni che volavano verso l'est del Paese e la precedente intercettazione di altri due velivoli a pilota automatico nei pressi del governatorato di al-Kharj.
Araghchi: la guerra tra Stati Uniti e Israele un "fallimento"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito un fallimento la guerra tra Stati Uniti e Israele contro il suo Paese.
“Il piano A è stato un fallimento e ora stanno provando altri piani, ma anche tutti hanno fallito”, ha detto Araghchi. Ha aggiunto che gli Stati Uniti e Israele non hanno in mente una soluzione definitiva e stanno quindi lanciando attacchi indiscriminati contro le aree residenziali.
Attaccando le infrastrutture energetiche dell'Iran, i prezzi del petrolio sono saliti alle stelle, ha affermato il ministro degli Esteri iraniano.
Araghchi ha detto di non vedere "alcun obiettivo ragionevole che stiano seguendo. All'inizio non sono riusciti a raggiungere i loro obiettivi e ora, dopo dieci giorni, penso che siano senza scopo.”
Media: attacchi israeliani colpiscono i laboratori nucleari di Teheran
Il canale israeliano Channel 12 cita fonti secondo cui ieri sera gli attacchi israeliani hanno colpito i laboratori nucleari nella capitale iraniana, Teheran.
Non c'è ancora stato alcun commento dall'Iran e non è al momento possibile verificare la notizia in modo indipendente.
Raid notturni su Teheran: morti almeno 40 civili
Nella notte nuovi raid hanno colpito la capitale iraniana Teheran, in particolare aree residenziali, causando la morte di almeno 40 civili.
Gli attacchi israeliani continuano in tutto il Libano
L'agenzia di stampa nazionale libanese (Nna) riferisce che durante la notte gli aerei da guerra israeliani hanno effettuato altri attacchi in tutto il Libano, tra cui a Srifa, Rihane Chaqra e sulle alture di Ain el-Tineh, nella Bekaa occidentale.
Si segnalano anche violenti scontri alla periferia di Khiam, nel Libano meridionale, dove i residenti hanno udito bombardamenti, razzi e spari.
Quattro persone sono state uccise negli attacchi israeliani in due zone del distretto di Bint Jbeil, secondo la Nna.
Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che almeno 486 persone sono state uccise e 1.313 ferite nell'ultima ondata di attacchi israeliani in Libano.