Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Il Parlamento Ue chiede nuove regole per proteggere le opere creative dall'addestramento IA

La sede del Parlamento europeo a Strasburgo, in Francia
La sede del Parlamento europeo a Strasburgo, in Francia Diritti d'autore  Canva
Diritti d'autore Canva
Di Anna Desmarais
Pubblicato il
Condividi Commenti
Condividi Close Button

Il rapporto chiede un registro europeo che elenchi tutte le opere coperte da copyright usate per addestrare i modelli di IA e indichi se gli artisti hanno scelto l’opt-out.

Il Parlamento europeo ha approvato (fonte in inglese) martedì una serie di raccomandazioni che invitano i legislatori a individuare una soluzione "permanente" per proteggere il diritto d'autore dall'uso da parte dell'intelligenza artificiale (IA). Secondo i gruppi dell'industria creativa, si tratta di un segnale di forte sostegno politico per artisti e titolari di diritti.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Redatto dalla commissione giuridica del Parlamento, il rapporto chiede che il diritto d'autore dell'UE si applichi a tutti i sistemi di IA messi a disposizione degli utenti all'interno del blocco.

Tra le proposte principali figura la creazione, presso l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), di un registro europeo che elenchi (fonte in inglese) tutte le opere protette dal diritto d'autore utilizzate per addestrare i modelli di IA, insieme ai nomi degli artisti che hanno scelto di non autorizzare l'uso delle proprie opere. Il rapporto propone inoltre che le aziende rivelino quali siti web hanno utilizzato per raccogliere i dati di addestramento.

I deputati avvertono che il mancato rispetto di questi obblighi di trasparenza "potrebbe equivalere a una violazione del diritto d'autore", esponendo potenzialmente le società di IA a conseguenze legali.

Gli eurodeputati affermano che il materiale protetto deve essere "remunerato equamente" per tutelare il settore creativo del blocco, che genera quasi il 7% del prodotto interno lordo dell'UE.

«L'intelligenza artificiale generativa non deve operare al di fuori dello stato di diritto», ha dichiarato a gennaio l'eurodeputato Axel Voss a proposito (fonte in inglese) del rapporto. «Se le opere protette dal diritto d'autore vengono utilizzate per addestrare i sistemi di IA, i creatori hanno diritto a trasparenza, certezza giuridica e una remunerazione equa».

In base alle attuali norme dell'UE, le aziende possono utilizzare materiale protetto dal diritto d'autore per l'estrazione di testi e dati (text and data mining), compreso l'addestramento dell'IA, a meno che un autore non abbia «riservato i propri diritti», ha spiegato in una precedente intervista a Euronews Next Marc du Moulin, segretario generale dell'European Composer and Songwriter Alliance (ECSA).

Reazioni contrastanti dalle associazioni di settore

Le organizzazioni del settore creativo hanno reagito in modo contrastante al voto del Parlamento.

Secondo il Gruppo europeo delle società di autori e compositori (GESAC), l'adozione del rapporto dimostra che il Parlamento «assume una posizione ferma» a favore dei diritti dei creatori.

«Questo voto si aggiunge al crescente riconoscimento, a livello dell'UE, di ciò che è in gioco. Innovazione, equità e sovranità culturale devono andare di pari passo», ha dichiarato a Euronews Next Adriana Moscoso del Prado, direttrice generale di GESAC.

Moscoso del Prado ha inoltre appoggiato la richiesta, contenuta nel rapporto, di creare un mercato delle licenze che garantisca un compenso ai creatori quando le loro opere vengono utilizzate per addestrare sistemi di IA.

Ann Becker, presidente di Creativity Works!, una coalizione che rappresenta le industrie creative, ha sostenuto che per affrontare l'uso non autorizzato delle opere artistiche da parte delle società di IA occorre far rispettare la legislazione esistente.

«La priorità dovrebbe essere ora attuare e far rispettare pienamente le norme esistenti, piuttosto che introdurre modifiche legislative che potrebbero indebolire le tutele attuali e mettere a rischio gli investimenti nella cultura e nella creatività», ha dichiarato.

La Computer & Communications Industry Association (CCIA) ha fatto eco a questa posizione, sostenendo che richiedere un'autorizzazione preventiva agli artisti prima di utilizzare le loro opere per l'addestramento dell'IA potrebbe tradursi in una sorta di «tassa di conformità» per le imprese europee di molti settori.

Molte aziende, ha osservato l'associazione, avrebbero difficoltà a negoziare complessi accordi di licenza con i grandi editori. Per questo, secondo la CCIA, l'attenzione dovrebbe concentrarsi su una migliore attuazione della normativa europea già in vigore, compresi l'AI Act dell'UE e la direttiva sul diritto d'autore.

«La relazione non vincolante approvata oggi invia un segnale sbagliato agli innovatori e rischia di frenare la competitività digitale dell'Europa sulla scena globale», ha dichiarato Boniface de Champris, responsabile delle politiche sull'IA presso la Computer & Communications Industry Association.

In passato, i gruppi del settore creativo avevano già spiegato a Euronews Next che le norme attuali non offrono agli artisti un modo chiaro per opporsi all'uso delle proprie opere per l'addestramento dell'IA.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

Supercomputer e sostenibilità: Gigabyte svela la sua visione per democratizzare l'IA

Il 'padrino' dell'IA Yann LeCun raccoglie quasi 1 miliardo per una startup

AI brain fry: perché i chatbot sul lavoro ti sfiancano il cervello