Il presidente degli Usa non ha comunque precisato né tempi né modalità per una cessazione delle ostilità. L'annuncio è stato fatto da Donald Trump dopo un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato lunedì che la guerra in Iran potrebbe finire "molto presto", ma ha lasciato aperta la possibilità di un'escalation dei combattimenti se le forniture globali di petrolio dovessero essere interrotte dall'Iran.
I prezzi del petrolio hanno brevemente raggiunto il livello più alto dal 2022, il giorno in cui l'Iran ha scelto l'ayatollah Mojtaba Khamenei a guida suprema come successore del padre Ali, ucciso in un attacco Israelo-statunitense nelle prime ore del conflitto.
Esitazioni degli investitori e fenomeni speculativi fisiologici hanno creato la miscela ideale per un'impennata dei prezzi energetici, di fronte all'ipotesi di una possibile radicalizzazione della leadership iraniana dopo la nomina di Khamenei junior.
I prezzi dei valori energetici sono poi scesi dopo l'annuncio di Donald Trump sulla possibilità che guerra con l'Iran non duri ancora a lungo.
Cambio di regime o di leader?
"Abbiamo fatto una piccola escursione" in Medio Oriente "per liberarci del male. E credo che vedrete che sarà una gita di breve durata", ha detto Trump ai rappresentanti parlamentari repubblicani nel suo golf club vicino a Miami, in Florida.
"Se l'Iran fa qualcosa che blocca il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti d'America lo colpiranno venti volte più duramente di quanto non abbiano fatto finora", ha scritto Trump ore dopo in un post su Truth Social.
"Inoltre, elimineremo infrastrutture sensibili. Ciò renderà virtualmente impossibile per l'Iran tornare a essere una nazione - Morte, fuoco e furore regneranno su di loro -. Ma spero e prego che non accada!", ha continuato in un crescendo di toni da castigo dell'Antico Testamento.
Teheran non crede alla distensione muscolare di Donald Trump
In un'apparente risposta alle osservazioni di Trump pubblicate dai media statali iraniani, un portavoce della Guardia Rivoluzionaria, Ali Mohammad Naini, ha dichiarato che "sarà l'Iran a stabilire quando la guerra finirà".
La guerra ha bloccato le principali forniture di petrolio e gas ai mercati mondiali e ha fatto aumentare i prezzi del carburante negli Stati Uniti. I combattimenti hanno paralizzato le attività commerciali ed economiche delle monarchie del Golfo rimaste per giorni a tiro della capacità balistiche iraniane.
L'ottimismo militare di Donald Trump
Durante la conferenza stampa di lunedì, il presidente degli Stati Uniti ha inoltre insistito sul fatto che Washington sta superando tutte le previsioni strategiche più ottimiste e che lo sforzo bellico è significativamente "in anticipo sui tempi".
Il presidente Usa, ha poi giustificato l'azione militare di Washington, osservando che se gli Stati Uniti non avessero attaccato, l'Iran avrebbe tentato di "prendere il controllo" del Medio Oriente.
"Stavano cercando di conquistare il Medio Oriente. Se l'operazione "Midnight Hammer" non avesse avuto luogo, sarebbe stato definitivo, perché gli iraniani avrebbero avuto un'arma nucleare nel giro di poche settimane.
"Ma guardate il numero di missili che sono stati in grado di acquistare e produrre negli ultimi sei mesi. E quei missili erano diretti a vari Paesi. Se si considerano i mille, oltre mille missili sparati contro gli Emirati Arabi Uniti, si capisce che volevano conquistare il Medio Oriente. Noi siamo arrivati prima" ha poi aggiunto il Capo della Casa Bianca.
Trump ha tuttavia sottolineato che per il momento i combattimenti continueranno fino a quando non saranno raggiunti tutti gli altri obiettivi.
Gli attacchi su Teheran sono proseguiti lunedì, in quello che è stato descritto da molti come uno dei più pesanti raid aerei sulla capitale dallo scoppio della guerra il 28 febbraio. Molteplici esplosioni sono state udite in tutta Teheran, anche se i media locali non hanno riportato danni o vittime.
Il determinante ruolo politico e militare di Israele
Lunedì Israele ha dichiarato che stava effettuando "un'ondata di attacchi su vasta scala" sulla città iraniana di Isfahan, oltre che su Teheran e nel sud dell'Iran. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito decine di infrastrutture, tra cui il quartier generale dei droni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie.
Israele conduce quotidianamente campagne aeree molteplici in tutto il Libano, con attacchi che, a suo dire, hanno come obiettivo i membri della milizia fiolo-iraniana di Hezbollah.
Capacità di risposta iraniana
Le rappresaglie iraniane sono proseguite con forza anche lunedì, quando Teheran ha sparato diverse salve di missili e inviato sciami di droni contro Israele e diversi Paesi limitrofi del Golfo.
Allerta massima in Israele per i missili provenienti da Iran e Libano che lunedì hanno ucciso una persona, portando a 11 il bilancio ufficiale delle vittime da parte israeliana.
Secondo gli ultimi dati governativi, la guerra ha finora causato la morte di almeno 1.230 persone in Iran e 397 in Libano. Il Pentagono ha dichiarato finora la morte in combattimento di sette militari.