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Cipro guarda alla Nato ma la Turchia resta il principale ostacolo all’adesione

Vassilis Palmas
Vassilis Palmas Diritti d'autore  Copyright 2024 The Associated Press. All rights reserved
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Di Foteini Doulgkeri & Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il ministro della Difesa cipriota Vassilis Palmas conferma l’interesse per la Nato, ma denuncia il veto della Turchia mentre Cipro rafforza la sicurezza regionale

Le tensioni geopolitiche nel Mediterraneo orientale e la prolungata instabilità del Medio Oriente riportano in primo piano il ruolo della Repubblica di Cipro come fattore critico di sicurezza nella regione.

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Cipro guarda con interesse alla Nato, ma il percorso verso l’adesione resta complicato a causa dell’opposizione della Turchia. In un’intervista rilasciata a Euronews, il ministro della Difesa cipriota Vassilis Palmas ha spiegato come la questione dell’ingresso nell’Alleanza Atlantica rimanga una prospettiva aperta, ma fortemente condizionata dalle dinamiche geopolitiche della regione.

In relazione al contesto geopolitico, Palmas ha fatto riferimento alle minacce contro le basi britanniche sull'isola, sottolineando che la difesa aerea e la sicurezza generale del Paese sono ad alto livello, con la protezione dei cittadini e delle infrastrutture critiche che rimane la priorità assoluta del governo.

Secondo Palmas, esiste una chiara volontà politica di valutare l’adesione alla Nato, ma la posizione di Ankara rappresenta oggi il principale ostacolo. “C’è una ragione molto seria che costituisce un forte impedimento all’adesione di Cipro all'Alleanza. Questo ostacolo è la Turchia stessa, che rifiuta che Cipro diventi uno Stato membro della Nato”, ha dichiarato il ministro.

Per questo motivo, Nicosia mantiene un approccio prudente alla questione. “La richiesta di adesione è un tema che affronteremo quando e se il contesto ci permetterà di avere una reale prospettiva di risultato positivo”, ha spiegato Palmas, sottolineando che qualsiasi passo formale dovrà essere valutato attentamente sul piano diplomatico.

La posizione turca si inserisce nel quadro più ampio della storica divisione dell’isola. Palmas ha ricordato come la parte settentrionale della Repubblica di Cipro sia sotto occupazione turca da oltre mezzo secolo, una situazione che continua a influenzare gli equilibri politici e di sicurezza della regione.

Il ministro ha anche commentato la recente presenza di caccia turchi F-16 nei territori occupati del nord dell’isola, definendola parte di una strategia che si inserisce in quello che ha definito un contesto di “illegalità permanente”. Secondo Palmas, queste mosse dimostrano come le tensioni rimangano elevate e rendano ancora più delicata la questione della sicurezza nell’area.

Parallelamente, Cipro continua a rafforzare la cooperazione con partner europei e internazionali, considerata un elemento chiave per la stabilità del Mediterraneo orientale. Palmas ha evidenziato in particolare il sostegno politico e militare di Paesi come Francia e Grecia, la cui presenza sull’isola rappresenta, a suo avviso, un segnale concreto di solidarietà europea.

“È stata una mossa di grande simbolismo politico ma anche di alto livello pratico”, ha affermato il ministro, sottolineando come il coordinamento tra alleati sia fondamentale in un contesto regionale sempre più complesso.

Nel frattempo, la Repubblica di Cipro continua a investire nel rafforzamento delle proprie capacità difensive e nella protezione delle infrastrutture strategiche. L’obiettivo, ha ribadito Palmas, è garantire la sicurezza dei cittadini e contribuire alla stabilità dell’intero Mediterraneo orientale, mentre resta aperta la prospettiva di un futuro avvicinamento alla Nato quando le condizioni politiche lo permetteranno.

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