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Tra i profughi afghani a Sigonella: 3mila in attesa di un visto speciale per gli Usa

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Di Euronews Agenzie:  Ansa
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Un gruppo di profughi afghani nella base Nato di Sigonella
Un gruppo di profughi afghani nella base Nato di Sigonella   -   Diritti d'autore  DANIEL YOUNG/Public Domain
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Sono più di 4mila i profughi afghani arrivati a Sigonella negli ultimi dieci giorni. La base militare di Catania, assieme a quella di Aviano, è uno dei centri logistici usati dalle forze militari statunitensi per gestire l'evacuazione dei rifugiati. Al momento sono circa 3mila gli afghani nei tendoni e negli hangar dell'aeroporto: sono arrivati con voli regolari da Kabul e attendono di imbarcarsi per gli Stati Uniti.

"Siamo qui da cinque giorni - dice un profugo impiegato come interprete all'aeroporto -. Ci sentiamo tutti al sicuro, apprezziamo davvero tutto il lavoro che stanno facendo per noi. Speriamo che le procedure per ottenere i documenti vadano a buon fine. Siamo grati per l'ospitalità ricevuta, ci hanno dato tutto ciò di cui avevamo bisogno".

Profughi in attesa di un visto speciale

La maggior parte dei profughi arrivati a Sigonella ha lavorato con il governo statunitense in Afghanistan e rischiava la ritorsione dei talebani: interpreti, consulenti politici ed economici e personale logistico in attesa di ricevere un visto speciale dagli Stati Uniti.

"Tutti gli ospiti di Sigonella sono afghani che hanno collaborato per almeno due anni con gli Usa - spiega Kim Krhounek, ministra consigliere per gli Affari politici all'Ambasciata degli Stati Uniti a Roma - e sono tutti richiedenti Vis, il Visto d'immigrazione speciale. Questa operazione sta avendo un grande successo ed è merito della collaborazione di tutti".

In base agli accordi con il governo italiano i profughi dovranno ripratire da Sigonella entro 14 giorni dal loro arrivo. Tra le persone in attesa di imbarcarsi su un volo per gli Stati Uniti ci sono anche due minorenni non accompagnati, di 14 e 16 anni: una volta arrivati negli Usa saranno presi in carico dai dipartimenti preposti. Tutte le persone arrivate sono state sottoposte al test anti Covid, ci sono stati dei casi positivi che sono stati subito isolati e trattati secondo la legge italiana.