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Procedure di sicurezza e vera identità dei profughi afghani

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Di Debora Gandini
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Procedure di sicurezza e vera identità dei profughi afghani
Diritti d'autore  JUSTIN TALLIS/AFP or licensors
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Tutto può accadere da un momento all'altro. Per i diplomatici e i soldati francesi responsabili della protezione di migliaia di afghani minacciati dai talebani, ogni tentativo di evacuare civili si trasforma in un'impresa. A partire dalla questione sulla vera identità di chi l’Afghanistan.

Presso la base aerea 104 di Al-Dhafra, a 30 chilometri da Abu Dhabi, dove l'aviazione francese ha allestito un ponte aereo da Kabul, il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian ha incontrato i profughi appena sbarcati.

È da questa base negli Emirati Arabi Uniti che sono transitati anche cinque afghani diretti a Parigi. Cinque uomini posti ora sotto sorveglianza nella capitale francese secondo le leggi dell’antiterrorismo. Uno di loro, avendo momentaneamente lasciato l'area che la Direzione Generale della Vigilanza Interna gli aveva detto di mantenere, è stato preso in custodia.

Il ministro degli Interni Gérald Darmanin cercando di smorzare le polemiche sulla sicurezza, ha fatto notare che si sono seguite tutte le procedure standard, assicurando che non ci sono rischi per la sicurezza dei francesi e del paese. “Chiunque arriva in Francia è sottoposto a controlli serrati. Non c'è stata alcuna violazione”, ha detto Darmanan. “Abbiamo evacuato più di 1.000 afgani e circa 100 francesi in poche ore da Kabul. Tutti coloro che nella confusione non sono stati controllati dai servizi di sicurezza, sono stati poi sottoposti a controlli ad Abu Dhabi presso la base militare francese. Tra questi mille afgani ce n'era uno che legato ai talebani ma che ha collaborato con la giustizia.”

La preoccupazione dell'Europa

La questione della vera identità di molti afghani in fuga è motivo di preoccupazione generale in Europa. In Gran Bretagna, un cittadino afghano senza visto e documenti è riuscito a raggiungere Birmingham, salendo a bordo di un volo di evacuazione.

Un particolare che secondo il Segretario di Stato alla Difesa Ben Wallace non deve destare preoccupazione: “Non bisogna essere così allarmati come titolano alcuni giornali. Anzi voglio rassicurare sul fatto che questo processo sta funzionando e chi non può lasciare l’Afghanistan viene segnalato sempre.”

Finora più di 50.000 persone hanno già lasciato l'Afghanistan. Francia, Germania e Spagna hanno chiesto più tempo per rimpatriare tutti i loro cittadini. La deadline del 31 agosto, giorno in cui Washington prevede di completare il suo ritiro dall'Afghanistan, potrebbe non essere rispettata.