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Haiti: le bande ostacolano i soccorsi

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Di Eloisa Covelli Agenzie:  Ap
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Haiti: le bande ostacolano i soccorsi
Diritti d'autore  AP / Matias Delacroix
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Da giovedì il flusso di aiuti internazionali verso Haiti arriva costantemente, alleviando la tensione di chi da giorni aspetta cibo e medicine. Ma alcune aree rimangono ancora isolate dato che le macerie delle case distrutte non sono state rimosse. Il primo ministro insiste nel proseguire nella ricerca dei superstiti del terremoto di sabato. Centinaia mancano ancora all'appello.

Disastrosa la situazione degli ospedali. In uno dei più grossi centri della capitale sono stati rapiti dalle gang due medici, uno dei pochi ortopedici dell'isola e un ginecologo che stava andando ad eseguire un cesareo.

Un funzionario dell'ospedale Bernard Mevs, dove lavorano i due medici, ha affermato che 45 delle 48 vittime del terremoto in cura presso la struttura hanno bisogno di un intervento chirurgico ortopedico che solo il dottor Workens Alexandre - così si chiama il medico rapito - può eseguirlo.

Le bande del quartiere di Martissant alla periferia della capitale avevano annunciato una tregua all'inizio della settimana per consentire agli aiuti umanitari di raggiungere la parte sud-occidentale di Haiti, la più colpita dal terremoto di sabato. Non è chiaro se quelle bande siano coinvolte negli ultimi rapimenti.

Il rapimento del ginecologo è avvenuto a Petionville, a lungo considerata una delle zone più sicure e ricche della capitale.

La notizia della morte della partoriente con il suo bambino ha fatto ancora di più esasperare la popolazione. L'ospedale ha chiuso per due giorni in segno di protesta.

I rapitori hanno contattato le famiglie di entrambi i medici, ma non si sa se ci siano state delle richieste di riscatto.

Un funzionario dell'ospedale Bernard Mevs, che ha chiesto di non essere identificato per motivi di sicurezza, ha detto che il problema dei rapimenti è diventato così grave che vengono programmati turni in modo che i medici possano rimanere in ospedale per due o tre giorni.

Il primo ministro Ariel Henry, lui stesso ex capo della neurochirurgia al Bernard Mevs Hospital, aveva già detto che il governo non può dipendere dalla tregua delle bande. "Ho già dato ordine che venga garantita la sicurezza da Port-au-Prince a sud", ha detto mercoledì.

Non solo le gang ma anche i normali cittadini esasperati stanno rallentando l'arrivo dei soccorsi. In alcuni villaggi del sud gli abitanti hanno messo delle barricate per bloccare gli aiuti e portarli così nel loro paese.