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Haiti: dopo il terremoto arriva la tempesta Grace

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Di Eloisa Covelli Agenzie:  Ap
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Haiti: dopo il terremoto arriva la tempesta Grace
Diritti d'autore  REGINALD LOUISSAINT JR/AFP or licensors
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Si sono aggiunti 25 centimetri di pioggia alla devastazione portata dal terremoto di sabato ad Haiti, che ha colpito soprattutto il sud-ovest: le città di Les Cayes e Jeremie, il dipartimento di Nippe.

Il passaggio della tempesta Grace ha peggiorato la situazione. Gli ospedali stracolmi non hanno potuto mettere le tende all'esterno, per cui i feriti sono adagiati dove capita. Le scorte di medicine stanno finendo.

Lunedì sera forti piogge e venti hanno sferzato l'area sud-occidentale del paese, colpita dal terremoto di sabato. Anche Port-au-Prince, la capitale, è stata colpita dalla tempesta.

L'ultimo bilancio ufficiale del terremoto parla di oltre 1400 vittime e seimila feriti, ma è destinato ad aumentare dato che migliaia sono ancora i dispersi. 30mila famiglie sono senza casa, chi può ha costruito dei rifugi di fortuna, per proteggersi dal sole prima, dalla pioggia poi.

Secondo i primi conteggi 7mila case sono totalmente distrutte e quasi 5mila danneggiate dal terremoto. Danni ingenti anche ad ospedali, scuole, uffici e chiese.

Alcuni pazienti sono stati evacuati dalla guardia costiera degli Stati Uniti. Molti paesi e Ong stanno provando a dare una mano. Due aerei militari messicani hanno portato 15 tonnellate di roba: dal latte in polvere ai medicinali essenziali.

Il racconto di Ap da Les Cayes

L'ospedale di Les Cayes è in tilt. La refrigerazione non funziona da tre mesi. I feriti continuano a riversarsi nel nosocomio aspettando sui gradini delle scale, nei corridoi e in una veranda aperta.

"Dopo due giorni, sono quasi sempre generalmente infetti", dice il dottor Paurus Michelete, che era uno dei soli tre medici di guardia quando il terremoto ha colpito.

Nel frattempo, i soccorritori hanno scavato nei resti di un hotel crollato, dove erano già stati estratti 15 corpi. Jean Moise Fortune, il cui fratello, proprietario dell'hotel e politico di spicco, è stato ucciso nel sisma, credeva che ci fossero più persone intrappolate tra le macerie.

Scarseggia il carburante, i residenti di Les Cayes disperati cercano nelle case crollate dei rottami metallici da vendere. Altri aspettano denaro dall'estero, un pilastro dell'economia di Haiti anche prima del terremoto.

Anthony Emile, un coltivatore di banane, aspetta da sei ore in fila con dozzine di altri cercando di prendere il denaro, che suo fratello gli ha inviato dal Cile, dove lavora dal devastante terremoto del 2010.

"Apettiamo dalla mattina, ma c'è troppa gente", dice Emile.