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"Preghiere e donazioni per il popolo di Haiti"

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Di Cristiano Tassinari
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Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione Francesca Rava.
Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione Francesca Rava.   -   Diritti d'autore  Euronews
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Tra i primi ad organizzare aiuti nelle zone di Haiti colpite dal terremoto di sabato mattina 14 agosto, la "Fondazione Francesca Rava" si occupa dell'isola da decenni.

Della situazione attuale, dopo il sisma, ne abbiamo parlato con Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione (trovate l'intervista integrale in fondo all'articolo).

"É un momento difficile per andare ad Haiti, anche per i medici italiani che vogliono partire"

- Com'è la situazione?
"Purtroppo la situazione è molto drammatica. La nostra organizzazione è presente ad Haiti dal 1987 e di tragedie ne abbiamo viste tante, e questa è l'ennesima. Molto grave, perché si è abbattuta in una parte estremamente povera dell'isola, a Les Cayes.
La case sono costruite in modo molto semplice, ci sono stati tantissimi crolli, moltissime famiglie spezzate. Però stanno tuttora continuando a scavare, per cercare di salvare le persone e stanno continuando ad estrarre delle persone, che sono ferite, che forse dovranno subire l'amputazione di arti, come è successo nel 2010, ma almeno riescono ad uscire dalle macerie. Purtroppo ci sono moltissimi bambini morti e feriti. I nostri medici e i nostri infermieri, che vengono dall'ospedale di Saint Luke con l'ambulanza mobile, sono già sul posto, a fare suture, a cercare di dare soccorsi, a portare portato acqua...
Sappiamo che ad Haiti manca l'acqua potabile, manca l'energia elettrica, quindi i soccorsi sono estremamente difficili anche per questo.

Molte strade sono distrutte e, quindi, è anche difficile raggiungere questi luoghi. Noi abbiamo alcune scuole a Saint-Louis du Sud e una clinica medica, proprio a Les Cayes: ma la logistica è molto complicata. Quello che ci è chiesto è inviare betadine, garze e sostegno. Ma in questo momento è difficile anche per i medici, tantissimi medici italiani che si sono offerti di andare ad Haiti come volontari come nel 2010, raggiungere l'isola, anche perchè c'è la terza ondata di Covid.
Purtroppo la variante Delta è arrivata anche in Haiti e, nei nostri ospedali, in questi giorni, l'impegno era proprio portare l'ossigeno e ricoverare le persone. Insomma, la situazione è davvero molto complessa".

Fondazione Francesca Rava
Le cure ad un bambino ferito nel terremoto.Fondazione Francesca Rava

"Preghiere e donazioni per aiutare il popolo haitiano"

- Come si può aiutare la popolazione di Haiti attraverso la Fondazione Francesca Rava?

"Attraverso la Fondazione, si può andare sul nostro sito Internet, facendo donazioni che serviranno nell'immediatezza per i soccorsi. Poi, naturalmente, sul luogo, quello che sta accadendo, accade adesso. E Padre Rick, con il suo team, è già in azione, ancor prima di ottenere sostegno e donazioni. Sono state chieste anche delle tende, per dare temporaneo alloggio alle persone che hanno perso la casa. Ora sta addirittura arrivando un uragano: speriamo che non si abbatta sull'isola, perchè renderebbe ancora più difficile, soprattutto in quelle zone vicino al mare, procedere ai soccorsi.

Quindi, il mio appello è: preghiere e donazioni per sostenere questo popolo. E, appena si potrà, avremo informazioni più precise per sapere esattamente come aiutare meglio".

"Gli haitiani sono una popolazione sono molto resiliente"

- Dal terremoto devastante del 12 gennaio 2010, che causò 230.000 vittime, come sono passati questi undici anni ad Haiti?
Il Paese è riuscito a rinascere, anche se tormentato da mille problemi, economici, sociali e politici? O questo nuovo terremoto rischia di dare un colpo definitivo alle speranze di rinascita dell'isola?

"Le speranze sono davvero le ultime a morire e la popolazione di Haiti è una popolazione estremamente resiliente. É una popolazione forte, piena di talenti, piena di giovani. É veramente una popolazione incredibile.

"Io, sinceramente, mi sento molto haitiana nel cuore. Ho un amore infinito e una speranza grande".
Mariavittoria Rava
Presidente Fondazione Francesca Rava

"Certamente, lo confesso, veniamo da due anni di grandissimo dolore e di grandissime difficoltà, dovuti innanzitutto all'epidemia-Covid, che ha anche interrotto tutti gli aiuti e le comunicazioni e ha messo in ginocchio, ancor di più, dal punto di vista sanitario quest'isola, che ha pochissime strutture che aiutano la popolazione. É successo da noi, in Italia: figuriamoci in un Paese con tanti problemi infrastrutturali come Haiti.
E poi c'è stata la guerra civile... E prima l'inflazione, che ha portato alla sopravvalutazione del gourde (la moneta locale, ndr) sul dollaro e, quindi, la popolazione ha avuto difficoltà infinite a procurarsi anche beni essenziali.
Ci sono state manifestazioni, la guerra civile e, da ultima, la drammatica uccisione del presidente Jovenel Moise... Quindi, anche una situazione di governo in una fase di ricostruzione.

In questo ultimo mese, in questi ultimi giorni, stavamo rispondendo all'appello dei nostri due ospedali, Saint Damien e Saint Luc a Port-au-Prince, che hanno i reparti-Covid con la variante Delta, con di nuovo ricoverate tante persone, anche tanti civili e tanti volontari di altre organizzazioni che sono arrivati nei nostri ospedali con il Covid. E avevamo, appunto, appena lanciato un appello per sostenere questo tipo di aiuto sanitario. Devo dire che questa tragedia è veramente tanto, tanto dura, su una popolazione già provata, in un momento difficile per far arrivare gli aiuti. Ma la speranza non deve svanire, gli haitiani dimostrano ancora una volta di avere una resilienza straordinaria".

Fondazione Francesca Rava
Assistenza medica per i feriti.Fondazione Francesca Rava

- Ma qual è il sogno di un giovane haitiano oggi?
Andarsene da Haiti il prima possibile o sperare in un futuro migliore a casa propria?

"Sicuramente sperare un futuro migliore a casa propria. Perchè la patria, il proprio Paese, è il luogo più amato da tutti i giovani che ho conosciuto.
Da noi lavorano oltre 4.000 ragazzi che vengono dalle strade, che magari hanno perso la loro famiglia. Sono ragazzi che hanno la stessa intelligenza dei nostri figli, a cui noi diamo innanzitutto un'educazione, scolastica e professionale.
In tutta l'isola abbiamo 36 scuole, tre scuole professionali e abbiamo dei centri di formazione alla produzione industriale di beni e servizi sul territorio. Poi i sono i medici e gli infermieri, che noi formiamo dall'estero per dare la giusta qualità localmente.
La nostra filosofia è dare lavoro soltanto alle persone del posto. Noi siamo solo volontari, che eventualmente andiamo sull'isola. Poi ci sono quelli che vincono le borse di studio, che magari vanno all'estero. Ma l'haitiano desidera un futuro migliore per il proprio Paese. E questo è quello per cui noi, dal 1987, lavoriamo: dare ad un Haiti un presente e un futuro migliore, per la nuova generazione di giovani. Che, adesso, con Internet, sanno che cosa c'è fuori e possono anche sognare cosa può essere e come può diventare il loro Paese. E questi sogni e questa forzano meritano un po' di fortuna...".

"E si può fare: Haiti è un paese poco più grande della Lombardia, ha undici milioni e mezzo di abitanti e la tragedia del 2010 ha potenzialmente dato risorse al Paese per rialzarsi, ma non sempre queste risorse giungono a buon fine, nelle emergenze.
Quindi, ci auguriamo davvero che la comunità internazionale, ancora una volta, possa mettere luce e dare un aiuto per risollevarsi.
Una volta per tutte".

Fondazione Francesca Rava
I danni causati dal terremoto del 14 agosto 2021.Fondazione Francesca Rava

Ecco l'intervista integrale a Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione Rava:

[➡️ Le attività della Fondazione Francesca Rava

](http://www.vita.it/it/article/2021/06/15/fondazione-rava-aiuta-con-noi-minori-e-donne-fragili-in-italie-e-nel-m/159677/)➡️ La storia della Fondazione Francesca Rava