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In Madagascar si muore di fame: secondo l'Onu, è il primo paese colpito dal cambiamento climatico

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Di Cristiano Tassinari  & AFP - AP - Euronews
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In Madagascar si muore di fame: secondo l'Onu, è il primo paese colpito dal cambiamento climatico
Diritti d'autore  AFP
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La carestia sta devastando il sud del Madagascar, il primo paese al mondo a sperimentare tali condizioni a causa del cambiamento climatico, secondo le Nazioni Unite.

"Un film dell'orrore"

La situazione attuale - causata da anni di persistente siccità - ha spinto il Direttore esecutivo del Programma Alimentare Mondiale (World Food Programme), David Beasley, che ha recentemente visitato il paese, a dichiarare che la situazione è "qualcosa che si vede solo nei film dell'orrore".

Sono oltre un milione i malgasci che hanno bisogno di cibo, soprattutto a sud, nell'Androy, una delle 22 regioni del Madagascar e, in generale, in una vasta area che si estende per 110.000 chilometri quadrati.

Metairie Rabefamory è il capo del distretto di Berary:
"Sono morti cinque bambini e tre donne. Questo è quello che ho visto con i miei occhi. Sono morti di fame".

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"In Madagascar si muore di fame".AP Photo

"Bolliamo il cuoio e il fango e li mangiamo: abbiamo troppa fame!"

La situazione è devastante: pur di nutrirsi, si arriva addirittura a mangiare il fango e le scarpe...

Ad Ambovombe, la città principale della regione di Androy, la più povera, centinaia di persone stanno sopravvivendo senza aiuto da mesi.
Mendicano e mangiano avanzi di cibo dal mercato, persino ritagli di pelle dati loro dai fabbricanti di sandali.

Bollito con un po' di sale per ammorbidirlo o grigliato, il cuoio "ci lacera lo stomaco, ma è sempre meglio di niente", dice una donna di nome Florine:

"Tagliamo e prepariamo di tutto... Ma questo pezzo di cuoio è impossibile da tagliare, perché è duro come il legno. Pensi che lo butteremo via? No, una volta bollito, lo mangiamo subito, perché abbiamo troppa fame".

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Per non morire di fame, si mangia anche il cuoio delle scarpe.AP Photo

Anni con pochissima pioggia hanno reso impossibile l'agricoltura, mentre le frequentissime tempeste di sabbia hanno reso sterili enormi tratti di terra coltivabile: effetti che l'ONU ha collegato al cambiamento climatico.

"La situazione in Madagascar è qualcosa che si vede solo nei film dell'orrore".
David Beasley
Direttore esecutivo World Food Programme

"Il Madagascar vuole e deve rilanciarsi"

Lova Hasinirina Ranoromaro è il capo dello staff del Presidente della Repubblica del Madagascar, Andry Rajoelina:
"Il presidente Rajoelina vuole che i nostri 140 progetti di rilancio del paese abbiano un impatto reale su queste persone entro 18 mesi. Stiamo parlando anche di strade e dobbiamo considerare i ritardi nella costruzione... Stiamo parlando di un oleodotto che sta per iniziare, quindi ovviamente è un grande progetto. che inizierà a gennaio. Poi tanti altri progetti e infrastrutture...".

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"Vogliamo realizzare i nostri 140 progetti...".AP Photo

Presidente a rischio

Lo stesso presidente Andry Rajoelina ha le sue preoccupazioni: le autorità del Madagascar hanno svelato proprio in questi giorni di aver sventato un tentativo di assassinio nei confronti proprio del presidente.
Numerose le persone coinvolte, tra cui due cittadini francesi, sospettati di essere implicati nel caso, e che ora sono stati arrestati.

Alessandra Tarantino/Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved
6 settembre 2019: il presidente del Magadascar con Papa Francesco, durante il suo viaggio in Africa.Alessandra Tarantino/Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved

Per salvarsi dalla prossima carestia servono 78 milioni di dollari

Circa 14.000 persone hanno già raggiunto uno stadio che il Programma Alimentare Mondiale definisce di livello 5: "Una catastrofe perchè la gente non ha assolutamente più niente da mangiare", come dice il capo dell'World Food Programme in Madagascar, Moumini Ouedraogo.

Gli aiuti internazionali non bastano più.

L'Onu stima che avrà bisogno di 78,6 milioni di dollari per fornire aiuti alimentari vitali nella prossima stagione di carestia, che inizierà in ottobre.