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Non solo Palma d'Oro: la Quinzaine di Carrère e italiani

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Di Frédéric Ponsard  & Euronews
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Lo scrittore francese Emmanuel Carrère ha aperto la Quinzaine des réalisateurs con il suo "Ouistream"
Lo scrittore francese Emmanuel Carrère ha aperto la Quinzaine des réalisateurs con il suo "Ouistream"   -   Diritti d'autore  Joel Ryan/AP2010
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All'ombra della Palma d'Oro che Nanni Moretti torna a inseguire a vent'anni dalla "Stanza del figlio", la Croisette parla italiano anche nelle sezioni collaterali. Ben quattro i prodotti nostrani che al festival di Cannes affollano la Quinzaine de réalisateurs: una fama di selezione per intenditori, ma anche un trampolino per talenti del calibro di Francis Ford Coppola, Ken Loach e Jim Jarmush.

"È una selezione che dalla sua nascita prova a valorizzare delle visioni particolari, spesso in rottura con i codici tradizionali - spiega il delegato generale, l'italiano Paolo Moretti -. Alla Quinzaine des réalisateurs proviamo a restare fedeli a questo concetto. Ogni anno, cerchiamo quindi di regalare a questa nostra missione originaria un nuovo senso e una nuova complementarità con il resto del programma".

Premio a Wiseman: il sociologo del documentario americano

In linea con questa missione, la Quinzaine ha aperto quest'anno i battenti con l'attribuzione a Frederick Wiseman della Carosse d'Or. Il tradizionale riconoscimento della società registi francesi premia l'esplorazione artistica e sociologica, che da mezzo secolo accompagna l'opera del decano americano del documentario. Ultimo suo lavoro: un viaggio nel cuore del Midwest dal titolo Monrovia, Indiana.

"Lavoro in grande isolamento. Non frequento molto il mondo del cinema - racconta Frederick Wiseman -. Mi fa quindi piacere che il mio lavoro venga riconosciuto da parte di persone che ne colgono il senso. Sono quindi molto contento. Questo premio è un immenso onore per me. Un coronamento del lavoro svolto negli ultimi 50 anni".

Applausi in apertura per la terza volta di Emmanuel Carrère

Come sempre con la consegna del premio, negli ultimi anni andato a registi come John Carpenter, Martin Scorsese e Werner Herzog, ha preso il via anche la maratona delle proiezioni. A strappare subito applausi, la terza prova in regia dello scrittore francese Emmanuel Carrère. Fedele al mix tra finzione e documentario, l'autore de L'avversario e Vite che non sono la mia, ha convinto con Ouistreham: libero adattamento dell'immersione della giornalista Florence Aubenas nel mondo della disoccupazione e della precarità, affidato a Juliette Binoche e a un cast di attori non professionisti.

Da tenere d'occhio fra gli italiani, anche "Futura": il viaggio, in documentario, di Alice Rohrwacher, Pietro Marcello e Francesco Munzi, alla scoperta del domani, visto dai giovani d'oggi.