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Appello di Papa Francesco: "Apriamo i nostri cuori ai rifugiati e a chi soffre"

Appello di Papa Francesco: "Apriamo i nostri cuori ai rifugiati e a chi soffre"
Diritti d'autore AP/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Debora Gandini
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Il Pontefice ha rivolto un appello particolare a chi soffre nella Giornata Mondiale del Rifugiato. Dal rapporto Onu nel 2020 oltre 82 milioni le persone in fuga da guerre e violenze

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Nonostante la pandemia e le richieste per un cessate il fuoco globale, il 2020 è stato che ha visto il più alto numero di persone in fuga da guerre, violenze, persecuzioni. Oltre 82 milioni le persone sfollate. i. Nella Giornata Mondiale del Rifugiato, istituita dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite, tanti gli appelli per non dimenticare chi soffre. A partire proprio dalla voce di Papa Francesco, che ha chiesto di aprire i nostri cuori a chi soffre, ai rifugiati, a chi ha bisogno di aiuto. 

Durante la messa Il Pontefice ha invocato la richiesta di pace e corridoi umanitari in Myanmar, unendo la preghiera a quella dei vescovi birmani che supplicano affinché vengano rispettati chiese, monasteri, moschee, templi, scuole e ospedali come luoghi neutrali di rifugio. Bergoglio ha voluto richiamare l’attenzione del ondo intero su quella che ha definito la straziante vita di migliaia di persone che in quel Paese sono sfollate e stanno morendo di fame.

La Giornata Mondiale

La Giornata Mondiale del Rifugiato, indetta dalle Nazioni Unite, viene celebrata ogni anno il 20 giugno, per ricordare l’approvazione, nel 1951, della Convenzione relativa allo status di rifugiati da parte dell’Assemblea Generale dell’Onu. È stata celebrata per la prima volta nel 2001, in occasione del cinquantesimo anniversario del trattato internazionale. 

Un esodo senza fine

Dal rapporto Global Trends è emerso che i minori rappresentano il 42% delle persone costrette alla fuga. Quasi un milione sono bambini nati rifugiati negli ultimi tre anni. Mentre il numero di sfollati interni è aumentato di oltre 2,3 milioni, alimentato soprattutto dalle crisi in Etiopia, Sudan, paesi del Sahel, Mozambico, Yemen, Afghanistan e Colombia.

L'Unhcr ha esortato i leader mondiali a intensificare gli sforzi per promuovere la pace, la stabilità e la cooperazione, al fine di fermare e iniziare a invertire questa tendenza. Nel 2020, oltre 160 Paesi avevano chiuso le loro frontiere, con 99 Stati che non facevano eccezioni per le persone in cerca di protezione. Solo 251.000 rifugiati sono tornati alle loro case, un dato in calo rispettivamente del 40% e del 21% rispetto al 2019.

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