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La Russia reagirà alle azioni "inaccettabili" di Bulgaria e Repubblica Ceca

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Si complica il caso delle esplosioni in magazzini militari in Bulgaria. Secondo quanto emerso negli ultimi giorni, la Procura di Sofia sospetta che sei cittadini russi abbiano organizzato, tra il 2011 e il 2020, quattro deflagrazioni in varie fabbriche di armi del Paese. In questi impianti erano immagazzinate anche armamenti del trafficante bulgaro Emilian Gebrev avvelenato nel 2015 forse con il Novichok.

Stando a Siika Mileva, portavoce del Procuratore Capo di Sofia, dalle prove raccolte finora si può affermare che lo scopo delle azioni di questi sei cittadini russi fosse di interrompere la fornitura di prodotti speciali alla Georgia e all'Ucraina.

La dura reazione di Mosca

Coincidenza o meno gli indagati sarebbero entrati in Bulgaria proprio qualche giorno prima delle esplosioni. Accuse inaccettabili, ha subito replicato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, che con sarcasmo ha dichiarato che avanti di questo passo Mosca sarà tra poco anche accusata dell'uccisione dell'arciduca Francesco Ferdinando, la scintilla che diede inizio alla Prima Guerra Mondiale. “L'Unione europea deve occuparsi della situazione in Repubblica Ceca e Bulgaria, ha sottolineato Lavrov. Perché in questi due paesi ci sono diversi imprenditori privati coinvolti nel traffico illegale d’armi.”

I precedenti in Repubblica Ceca

Un’accusa simile era stata recentemente avanzata anche dalla Repubblica Ceca nei confronti della Russia. Intanto il ministero degli Esteri bulgaro ha annunciato di aver dichiarato un diplomatico russo persona non grata. Secondo il premier Andrej Babis, alla base di questa decisione c'è il sospetto che ufficiali dell'intelligence militare russa siano stati gli artefici nell'esplosione del 2014 in un deposito d'armi a Vrbetice, a seguito della quale 2 cittadini cechi hanno perso la vita. Mosca ha reagito espellendo 20 diplomatici cechi, spingendo Praga a reagire con l'aumento dei diplomatici russi da espellere.

Nelle scorse settimane, Praga aveva annunciato l'espulsione di 18 diplomatici russi, che ad indagini non ancora concluse, sarebbero coinvolti nell'esplosione del 2014 presso un deposito di munizioni.