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Italia, Francia, Germania e Spagna sospendono le vaccinazioni con AstraZeneca

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Italia, Francia, Germania e Spagna sospendono le vaccinazioni con AstraZeneca
Diritti d'autore  Jung Yeon-je/AP
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Attendere fino a giovedì. È il giorno in cui l'Ema, Agenzia europea del farmaco si pronuncerà nuovamente sulla sicurezza del vaccino anti-Covid 19 di AstraZeneca.

Lunedì ne hanno sospeso la somministrazione anche Germania, Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Slovenia e Lettonia, in attesa di ulteriori verifiche sul collegamento con casi di trombosi registrati dopo l'iniezione. Nel fine settimana erano state Olanda e Irlanda a decidere lo stop, e ancora prima Norvegia, Danimarca, Islanda e Bulgaria. Estonia, Lituania, Lussemburgo, Romania e Lettonia avevano circoscritto la sospensione a un lotto.

L'Oms si riunisce

L'Organizzazione mondiale della sanità, che terrà in giornata una riunione d'emergenza sul tema, continua a spingere per il prosieguo della campagna di immunizzazione. La direzione generale, per bocca di Mariangela Simao, ha raccomandato una valutazione dei rischi-benefici, perché fermare la vaccinazione AstraZeneca consentirà al virus di uccidere altre persone.

La rassicurazione di AstraZeneca

Il gruppo farmaceutico assicura di star collaborando con autorità sanitarie nazionali e istituzioni europee per nuove valutazioni, ribadisce che il suo siero è sicuro e che l'hanno ricevuto circa 17 milioni di persone nell'Unione europea e in Gran Bretagna. Afferma che il numero di casi relativi a problemi di coagulazione del sangue registrati su questa fascia di popolazione è inferiore alle centinaia che ci si aspetterebbe generalmente.

Lunedì pomeriggio lo stop annunciato in poche ore da Germania, Francia, Italia e Spagna

Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha sottolineato come questa pausa sia importante per non minare la fiducia delle persone, in attesa di ulteriori controlli. In tutta Europa erano in aumento le rinunce al vaccino. Quest'ondata di paura stava rischiando di compromettere la campagna di immunizzazione del continente. Dunque la linea condivisa da molti governi è stata: meglio bloccare qualche giorno le somministrazioni per dare nuove risposte alla popolazione e tranquilizzarla.

"Le scelte compiute e condivise oggi dai principali Paesi europei su AstraZeneca sono state assunte esclusivamente in via precauzionale in attesa della prossima decisiva riunione di Ema. Abbiamo fiducia che già nelle prossime ore l'agenzia europea possa chiarire definitivamente la questione", ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza.

Lo stop ad AstraZeneca è arrivato in Francia proprio nel giorno in cui partivano le vaccinazioni anche nelle farmacie. È stato lo stesso presidente Emmanuel Macron ad annunciare in conferenza stampa la sospensione.

Quanto alla Germania, la comunicazione è arrivata dal Ministero Federale della Salute tedesco: "A seguito di segnalazioni di trombosi venosa cerebrale in relazione alla vaccinazione in Germania e in Europa, l'Istituto Paul Ehrlich considera necessarie ulteriori indagini. L'Agenzia europea per i medicinali deciderà se e come le nuove scoperte condizioneranno l'approvazione del vaccino".

La Germania è il paese della UE che finora ha somministrato il maggior numero di dosi di vaccini Covid-19 alla sua popolazione. Al 14 marzo, oltre 6,5 milioni di cittadini hanno ricevuto almeno una dose di vaccino e 2,8 milioni sono stati completamente vaccinati con la seconda, indica l'Istituto Robert Koch.

Il Paese ha finora utilizzato poco meno della metà delle 12,5 milioni di dosi che ha ricevuto, di cui poco più di 3 milioni sono AstraZeneca.

Mercoledì scorso, l'Agenzia Europea dei Medicinali (Ema) aveva indicato che al momento non c'erano prove che collegassero il vaccino alle problematiche di trombosi riscontrate da persone vaccinate in Austria.

Le autorità sanitarie austriache avevano sospeso l'uso di un lotto di vaccino AstraZeneca domenica scorsa, dopo che una donna di 49 anni era morta a causa di trombosi multiple - formazione di coaguli di sangue all'interno dei vasi sanguigni - 10 giorni dopo la somministrazione del vaccino. Un 35enne è stato ricoverato per un'embolia polmonare dopo aver ricevuto un vaccino dello stesso lotto.

La sospensione in Irlanda ed Olanda

In Irlanda, nonostante non sia stato provato un legame tra i casi di trombosi e le vaccinazioni AstraZeneca, "agendo sul principio di precauzione, e in attesa di ricevere ulteriori informazioni, il NIAC [National Immunisation Advisory Committee] ha raccomandato il rinvio temporaneo del programma di vaccinazione Covid-19", ha detto Ronan Glynn, vice direttore sanitario irlandese.

Nei Paesi Bassi, la decisione è arrivata in seguito a sei nuove segnalazioni provenienti da Danimarca e Norvegia: coagulazione del sangue e abbassamento dei livelli di piastrine in soggetti sotto i 50 anni.

Anche questa volta, l'Agenzia olandese per i medicinali ha sottolineato che non è stato provato alcun legame tra i casi venuti alla luce e il vaccino.

Il Venezuela non approverà il siero AstraZeneca

Alla luce di quanto sta accadendo in Europa, il Venezuela ha deciso di non autorizzare il siero AstraZeneca, continuando per ora solo con il russo Sputnik e il cinese Sinopharm.

Il Regno Unito va avanti

Ormai fuori dall'Unione europea e senza dover attendere l'Ema, va invece avanti senza sosta il Regno Unito, con 26 milioni di dosi somministrate, di cui metà sono AstraZeneca. I dati ufficiali hanno registrato il decesso di 275 persone dopo l'iniezione con il siero AstraZeneca e 227 dopo quella con il Pfizer-BionNTech.

AstraZeneca aveva annunciato nuovi tagli nelle consegne all'Ue

Difficoltà nell'import da siti di produzione al di fuori dell'Unione Europea, a cui il AstraZeneca aveva deciso di far ricorso per accelerare le consegne nel nostro continente. Il gruppo ha annunciato "una riduzione delle consegne del vaccino Covid-19 all'Unione europea, nonostante abbia lavorato instancabilmente per accelerare la fornitura. Purtroppo, le restrizioni alle esportazioni ridurranno le consegne nel primo trimestre" del 2021 e "probabilmente" anche nel secondo.

L'azienda mira a consegnare 100 milioni di dosi nella prima metà dell'anno - 30 milioni nel primo trimestre e 70 milioni nel secondo.

L'Unione europea punta a vaccinare il 70% dei cittadini UE entro la fine dell'estate.

La Commissione europea, che ha negoziato i contratti sui vaccini per conto dei suoi 27 stati membri, è stata pesantemente criticata per la lentezza delle consegne in Europa.

AstraZeneca aveva annunciato a fine di gennaio che, a causa di difficoltà di produzione in un impianto belga, sarebbe stata in grado di consegnare solo 40 milioni di dosi nel primo trimestre rispetto alle 120 milioni inizialmente promesse ai 27 Paesi UE.