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PD: Zingaretti annuncia le dimissioni da segretario

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Nicola Zingaretti
Nicola Zingaretti   -   Diritti d'autore  Andrew Medichini/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Nicola Zingaretti lascia la guida del Partito Democratico, e lo fa con un lungo post su Facebook: "Mi vergogno che nel Pd, partito di cui sono segretario, da 20 giorni si parli solo di poltrone e primarie, quando in Italia sta esplodendo la terza ondata del Covid, c’è il problema del lavoro, degli investimenti e la necessità di ricostruire una speranza soprattutto per le nuove generazioni", ha tra l'altro scritto.

Lo stillicidio non finisce. Mi vergogno che nel Pd, partito di cui sono segretario, da 20 giorni si parli solo di...

Posted by Nicola Zingaretti on Thursday, March 4, 2021

"Dovremmo discutere di come sostenere il governo Draghi, una sfida positiva che la buona politica deve cogliere". E ha poi concluso: "Io ho fatto la mia parte, spero che ora il Pd torni a parlare dei problemi del Paese e a impegnarsi per risolverli".

Zingaretti era segretario da due anni, iniziati con le elezioni perse e l'opposizione, poi l'alleanza con i Cinque stelle nel secondo governo Conte, infine il "sì" al governo di tutti con Draghi.

Ha scritto che avrebbe formalizzato le dimissioni nelle mani della presidente del partito. Molti esponenti del PD gli stanno chiedendo di ritirarle.

L'annuncio avrebbe colto di sorpresa tutti, anche perché nel pomeriggio si era tenuta una riunione della direzione e non era stato fatto alcun accenno a possibili dimissioni, secondo fonti del partito.

Ora ci sarà l'Assemblea, già prevista per sabato 13 marzo: tra gli esponenti del partito c'è chi ritiene che la mossa di Zingaretti rischi di trasformare il meeting in un "tutti contro tutti", ma c'è anche chi sottolinea che questo stava già accadendo, che si verificavano attacchi incrociati quasi quotidiani e quindi l'annuncio delle dimissioni sarebbe un modo per sparigliare e giocare d'anticipo, per poter poi ottenere la riconferma.

Ipotesi tutte da verificare. Potrebbero tra l'altro pesare le parole usate, che al momento sono l'unica cosa certa: Zingaretti ha parlato di "vergogna" per un partito che avrebbe dimenticato il Paese per litigare sulle poltrone. Con la sua riconferma o con la nomina di un reggente resterà comunque sullo sfondo quel post, con quelle parole così dure da suonare come un appello a trovare intese durature.

E la resa dei conti era comunque prevista: tra poco più di una settimana.