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Lou Macari, da stella del pallone ad angelo dei senzatetto

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Lou Macari, da stella del pallone ad angelo dei senzatetto
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Una leggenda del calcio scozzese dal cuore grande. Lou Macari, l’ex centrocampista, leggenda dei Red Devils tra gli anni ’70 e ’80, ha tolto dalla strada una quarantina di homeless donando loro una dimora. Molto particolare. Ha riconvertito un vecchio edificio abbandonato in una sorta di centro accoglienza con all’interno dei mini-bungalow di solito usati nei festival musicali.

L’idea, nata dopo che il governo britannico aveva vietato i dormitori per il Covid, ora è un modello di riferimento per le ONG di tutto il Regno Unito. Come racconta la star del calcio quando ha visto questi piccoli alloggi per la prima ha pensato subito che potessero funzionare. Ed essere una soluzione per tutte le persone meno fortunate di lui. Uomini e donne che non hanno un tetto sotto il quale dormire.

Ora questo centro nella cittadina di Stoke-on-Trent ospita circa 40 senzatetto. Un posto accogliente, caldo e sicuro. Dove vengono rispettare tutte le norme sanitarie. "Abbiamo dovuto lavorare parecchio, senza sosta fin dal primo momento”, ci spiega Macari. “Quando abbiamo individuato il posto ci siamo subito mossi. Non abbiamo mai smesso, nemmeno durante quei mesi terribili che abbiamo passato. Tuttavia lavorare a questo progetto per un anno non è stato poi così male.”

Casette per senzatetto un modello di solidarietà

Oltre a dare un contributo per fermare la pandemia, la Fondazione benefica Lou Macari ha, per la prima volta, ridato dignità ai clochard, che ora hanno anche una loro privacy e uno spazio personale. "Ora queste persone hanno un indirizzo, un numero sulla porta di casa di cui essere orgogliosi. Probabilmente per la prima volta nella loro vita hanno una televisione per guardare cosa sta succedendo, a livello locale, nazionale, mondiale. Tutte cose che non hanno mai fatto prima. E loro sono felicissimi di questo”, prosegue Macari.

Per Thomas è stata una vera benedizione questo posto. Qui ha trovato un letto caldo, un bagno pulito dove lavarsi. E una casa dove ripararsi nei mesi gelidi dell’inverno. Quest’uomo, come tanti altri ex clochard, non smette di ringraziare la stella del pallone, che considera un amico e un benefattore. Tutti sono felici. Sono finalmente tranquilli.

Le casette di Stoke sono diventate il simbolo della solidarietà. Adesso molte associazioni guardano a questa struttura come un’idea da imitare per aiutare chi ha bisogno, e non solo in questo momento di grande emergenza.