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Crisi Russia-Ue, Lavrov: "Volete la pace? Allora preparatevi alla guerra"

Di Euronews
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Crisi Russia-Ue, Lavrov: "Volete la pace? Allora preparatevi alla guerra"
Diritti d'autore  AP Photo
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La Russia "è pronta a rompere le relazioni con l'Unione europea", qualora quest'ultima adotti sanzioni contro il Paese. Questa è la minaccia che arriva da Mosca, qualche giorno dopo il teso incontro tra il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov e il capo della diplomazia europea, Josep Borrell. Il catalano, rientrando in Europa, aveva fatto sapere che avrebbe proposto ai 27 di varare nuove sanzioni.

"Partiamo dalla premessa che siamo pronti a chiudere i rapporti", dice Lavrov durante un'intervista televisiva. "L'Unione europea è ancora il nostro maggior partner commerciale e di investimento. Molte aziende lavorano qui, ci sono centinaia, migliaia di joint venture. Se gli affari sono reciprocamente vantaggiosi, continueremo a farli. Non vogliamo isolarci, ma dobbiamo essere pronti a ogni evenienza. Se volete la pace, allora preparatevi alla guerra".

Mentre la Germania ha parlato di dichiarazioni veramente sconcertanti e incomprensibili, per la Commissione è chiara la direzione nella quale vuole andare Mosca.

"Ciò che è molto chiaro è la risposta della Russia o la loro idea di come vogliano portare avanti queste relazioni", spiega il portavoce della Commissione, Peter Stano. "Per questo non abbiamo bisogno di un'intervista del ministro degli Esteri ai media locali. Per questo abbiamo una chiara indicazione e una chiara risposta nel modo in cui hanno risposto all'iniziativa di Borrell, che voleva verificare se fossero disposti a fare marcia indietro. Quindi quello che i russi stanno facendo è sottolineare la loro idea di come vedono le relazioni con l'Unione Europea".

Dal canto suo, il Cremlino, attraverso il portavoce Dmitri Peskov, ha fatto sapere che le parole di Lavrov sono state male interpretate: "I media sono così, mettono un titolo sensazionistico, dato sensa contesto ed è un grande errore da parte dei media, in quanto tale errore cambia il senso. Il senso che è per l'appunto che noi non vogliamo niente del genere, vogliamo coltivare le nostre relazioni con l'Ue, ma se l'Ue sceglierà un'altra strada, allora sì, saremo pronti. Perché bisogna essere pronti al peggio".

L'arresto del più critico oppositore di Putin, Alexei Navalny, è solo l'ultimo incidente per il quale Bruxelles si è sentita costretta a imporre sanzioni al Cremlino.

Queste erano già state applicate dopo l'annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014. Da lì in poi, le relazioni tra le due parti sono andate deteriorandosi.