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Ue-Russia: la 'diplomazia del taglione' sul caso dell'oppositore anti Putin, Navalny

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Ue-Russia: la 'diplomazia del taglione' sul caso dell'oppositore anti Putin, Navalny
Diritti d'autore  Janerik Henriksson/Janerik Henriksson/TT
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La politica è fatta di reciprocità, anche nel senso deteriore del termine: è così che, alla decisione di Mosca di allontanare tre diplomatici di Germania, Svezia e Polonia per il sostegno all'oppositore Navalny, è seguito quasi immediato un provvedimento speculare.
Berlino l'ha annunciato; Stoccolma ha già chiesto la partenza di un funzionario dell'ambasciata russa e stesso percorso ha intrapreso Varsavia.

Lo strappo arriva in un momento di forti tensioni tra Europa e Federazione russa, esacerbate dall'arresto e dall'incarcerazione del leader anti Putin, Alexei Navalny. Un ulteriore smacco a Bruxelles è legato alla scelta di tempo: la Russia ha infatti deciso le espulsioni proprio durante la visita dell'Alto Rappresentante della Politica estera europea, Josep Borrell, che a Mosca ha incontrato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov.

Nel tweet di Borrell: "La mia visita a Mosca ha evidenziato che la Russia non vuole cogliere l'opportunità di avere un dialogo più costruttivo con l'UE. Questo è deplorevole e dovremo trarne le conseguenze".

"Le decisioni di Polonia, Germania e Svezia sono infondate - ha in ogni caso commentato la portavoce del dicastero russo degli Esteri - sono provvedimenti non amichevoli e rappresentano la continuazione delle azioni che l'Occidente sta assumendo nei confronti del nostro Paese e che noi qualifichiamo come interferenza nei nostri affari interni".