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Borrell a Mosca: "Liberate Navalny", Russia allontana tre diplomatici dell'Unione

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Borrell a Mosca: "Liberate Navalny", Russia allontana tre diplomatici dell'Unione
Diritti d'autore  Manu Fernandez/Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.
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La prima volta dal 2017 e proprio nel momento in cui i rapporti sono precipitati al livello più basso: la visita a Mosca di Josep Borrell, l'Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell'Unione europea, è un tentativo di reset che parte da una richiesta da parte UE: la scarcerazione di Alexei Navalny, considerato il principale oppositore del presidente russo, Vladimir Putin.

"Ho trasmesso a Sergei Lavrov la nostra profonda preoccupazione e ribadito il nostro appello per il suo rilascio e l'avvio di un'indagine imparziale sul suo avvelenamento". ha detto Borrell.

Tre diplomatici allontanati

La Russia ha deciso di espellere tre diplomatici europei per aver partecipato alle proteste in supporto ad Alexei Navalny.

I diplomatici di Polonia, Svezia e Germania sono infatti stati dichiarati persone non gradite e dovranno lasciare il Paese.

L’ambasciata svedese ha confermato la presenza del diplomatico, specificando però che si trovava lì solo per assistere all’evento, mentre dal Ministero degli Esteri tedesco definiscono l’espulsione ingiustificata.

Parlando in esclusiva a Euronews, Josep Borrell esclude per ora notizie su possibili sanzioni contro la Russia, ma "le cose possono cambiare".

"Respingo fermamente la decisione - dice il capo della politica estera dell'Unione - Respingo le accuse secondo cui questi diplomatici stavano svolgendo attività incompatibili con il loro ruolo: questa decisione deve essere riconsiderata, gli Stati membri europei sono uniti in tal senso".

La vicenda Navalny

Il 17 gennaio scorso Alexei Navalny è stato arrestato a sei mesi dal suo avvelenamento e dalle cure in Germania dove ha trascorso lunghi mesi di riabilitazione.

A seguire, il 2 febbraio, Navalny è stato condannato a 3 anni e mezzo di reclusione, che di fatto saranno 2 anni e 8 mesi perché l'oppositore ha già trascorso un anno agli arresti domiciliari.

La sentenza, per violazione della libertà vigilata (legata a una precedente sentenza a seguito di un processo per appropriazione indebita e per non aver rispettato l'obbligo di firma mentre era in ospedale a Berlino) è stata definita pilotata e politica da parte di organizzazioni come Amnesty international e anche dalla Corte europea per i diritti dell’uomo.

Intanto, in programma una nuova udienza per l'oppositore , che deve rispondere dell’accusa di diffamazione contro un veterano di guerra.

Si tratta di un processo nato in seguito ad alcune dichiarazioni di Navalny, quando via Twitter definì “vergogna del Paese” e “traditori” un veterano e altre persone apparse in un video a sostegno della riforma costituzionale approvata lo scorso anno.

Secondo più voci critiche, la repressione e l’arresto di Navalny sono un modo per escludere l'attivista anti corruzione dalle elezioni legislative in programma il prossimo 19 settembre.

Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha criticato l'approccio europeo alla vicenda: "Sto parlando di stabilire la verità per quanto riguarda ciò che è successo con Navalny, quando è successo e dove è successo" ha dichiarato - ai nostri numerosi tentativi di ricevere un riscontro, Germania, Francia, Svezia e Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche non hanno fornito alcuna risposta.

Lo capite da soli che è piuttosto scortese, per usare un eufemismo, e una tale arroganza da parte dell'Europa mi sembra inaccettabile".

UE timida con Mosca?

L’incontro tra il capo della diplomazia europea Josep Borrell e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov sembra però non aver dato dei risultati incoraggianti: è stato reso noto che la Russia ha deciso di espellere tre diplomatici europei per aver partecipato alle proteste in supporto a Navalny.

Molti analisti politici ritengono che nella sua visita a Mosca Borrell non abbia mostrato abbastanza fermezza

“Vediamo che l'UE sta evitando il confronto con Mosca- afferma Joanan Hosa, del Foreign relations Council- All'inizio della conferenza stampa Sergei Lavrov ha affermato che entrambe le parti hanno convenuto che qualsiasi ulteriore deterioramento può portare a conseguenze negative imprevedibili. E Mosca sa molto bene che l'UE non lo farà e dunque si sente libera di fare quello che vuole”.

Borrell non aveva un mandato chiaro, poiché gli Stati membri dell'UE sono divisi sulla necessità di ulteriori sanzioni contro la Russia. Ma alcuni euodeputati, come la finlandese Elsi Katainen, difendono il pragmatismo di Borrell.

"Vedo che c’è stata una discussione di apertura. Il bello è che Borrell ha chiarito la posizione dell'UE e ha condannato le azioni in Russia. Questo è molto importante. Ma il dialogo dovrebbe rimanere aperto anche in situazioni difficili".

Gli analisti russi ricordano che Mosca non accetterà mai interferenze sul caso Navalny.

"La leadership di Putin non cede mai sotto pressione - spiega Andrei Kortunov del Russian International Affairs Council-. Quindi francamente non mi aspetto alcun impatto diretto di queste dichiarazioni, non solo provenienti dal signor Borrell ma anche dalla cancelliera Merkel, dal presidente Macron o da altri leader europei. Non vedo come possano avere un impatto diretto sul caso Navalny".

Il vaccino, Borrell: "Una buona notizia"

Il vaccino russo Sputink potrebbe invece diventare uno strumento diplomatico per migliorare le relazioni.

Si lavora anche per comporre le divergenze relative alla lotta contro il Covid, alla luce del vaccino approvato in Russia ma non dagli organismi deputati a farlo in Europa

"È una buona notizia per tutta l'umanità perché significa che avremo più strumenti per affrontare la pandemia - ha commentato Borrell - e ora spero che l'Agenzia Europea per i Medicinali possa certificare l'efficacia di questo vaccino per essere utilizzato anche negli stati dell'Unione Europea".

Le schermaglie dialettiche a Mosca sono solo l'avvio di un lungo negoziato da recuperare. Prossima tappa: il vertice del Consiglio europeo sulle relazioni dell'Unione con la Russia previsto per marzo.